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CANTONEProfughi in Ticino: ecco il piano

14.03.22 - 12:15
Come e dove verranno accolti i rifugiati in fuga dall'Ucraina? La conferenza stampa del governo
TI-Press
Profughi in Ticino: ecco il piano
Come e dove verranno accolti i rifugiati in fuga dall'Ucraina? La conferenza stampa del governo
Il Consiglio di Stato ha presentato oggi il piano per i profughi. De Rosa: «Ringraziamo tutte le persone che si stanno mettendo a disposizione per ospitare i profughi nelle proprie case»

BELLINZONA - Arrivano, sempre di più. E il Ticino si prepara ad accoglierli. I profughi in fuga dall'Ucraina in guerra sono una sfida per le istituzioni e per il governo cantonale. Oggi in conferenza stampa il Consiglio di Stato ha presentato la propria strategia di accoglienza. 

Numeri elevati - «Il nostro compito è predisporre tutto quanto possibile, ci stiamo preparando a un movimento di popolazione che non avrà eguali nel dopoguerra europeo» ha sottolineato il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli in esordio. Secondo alcune stime «i profughi ucraini potrebbero superare i 10 milioni» superando di gran lunga i numeri delle crisi seguite all'intervento dell'Urss in Ungheria e nell'allora Cecoslovacchia, ad esempio. 

La decisione di Berna di assegnare il permesso S «è un passo molto importante che permette di trovare subito una strada di integrazione». Si tratta «di persone tendenzialmente ben formate e scolarizzate» e questo «dovrebbe facilitare il percorso» secondo Bertoli. «Siamo qui a due settimane dall'inizio della guerra con un piano». 

40-50 arrivi al giorno - Attualmente al centro di accoglienza cantonale di Cadenazzo sono stati accolti una ventina di rifugiati, ha anticipato Bertoli. «Vogliamo ringraziare anche tutte le persone che si sono messe a disposizione per accogliere i profughi nelle proprie case» ha aggiunto il direttore del Dss Raffaele De Rosa. Le previsioni per il Ticino sono di 40-50 arrivi al giorno, secondo le stime della Sem a cui si aggiungono gli arrivi spontanei. Presso il centro di Chiasso della Sem sono ospitate al momento 250 persone, mentre «più o meno altrettante si stima che siano al momento alloggiate presso abitazioni private di volontari, parenti o conoscenti». 

Tutti i profughi che vogliono chiedere un permesso S in Ticino devono recarsi al centro della Sem di Chiasso. Le persone con contatti sul territorio, possono continuare ad alloggiare presso le abitazioni private dove sono ospitati. Gli altri, per 24 ore possono rimanere a Chiasso in attesa di trovare un alloggio privato attraverso la banca-dati Campax (sono oltre 1000 i padroni di casa annunciatisi in Ticino). Le persone vulnerabili vengono indirizzate invece verso strutture socio-sanitarie specializzate, ha spiegato De Rosa. 

«Assistenza per tutti» - In mancanza di alloggi privati, i profughi vengono inviati al centro di accoglienza di Cadenazzo. Qui «viene fornita assistenza sanitaria, psicologica e spirituale» oltre all'alloggio per un massimo di 3 giorni. «I beni di prima necessità, i vestiti, ogni genere di assistenza amministrativa viene garantita a queste persone» ha assicurato De Rosa. «È importante che anche le persone che si sono già sistemate presso privati si annuncino presso la Sem». 

Dopo la "sosta" a Cadenazzo i profughi verranno indirizzati verso sistemazioni definitive in centri pubblici o privati. «Invitiamo i proprietari o i privati che avessero spazi a disposizione ad annunciarsi presso le cancellerie comunali. Si privilegiano le abitazioni indipendenti e ad uso esclusivo».

Il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi ha sottolineato il lavoro preventivo effettuato dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione e dai Comuni. «Grazie a questo lavoro è stato possibile provvedere immediatamente all'accoglienza di queste persone». Lo statuto S è «molto pratico e agevole e permette l'entrata immediata nel mondo del lavoro» ha ricordato Gobbi. «Sarà difficile per queste persone dimenticare cosa hanno vissuto, ma almeno sarà possibile dare un po' di normalità con il lavoro e le scuole a queste persone».

Per Gobbi è «comunque importante effettuare controlli per distinguere chi effettivamente ha diritto allo statuto di protezione e chi invece vuole approfittarsene, come avviene purtroppo anche durante le crisi». Le condizioni di lavoro e la protezione sul posto di lavoro dei profughi «dovranno essere monitorate» e sarà necessario «fare tutte le notifiche e i passi necessari a tutela loro e delle nostre leggi, che vanno rispettate». Nel piano di accoglienza «i Comuni rivestiranno un ruolo particolarmente importante» ha aggiunto Gobbi. In condivisione con i Comuni sono state individuate una serie di strutture che potranno ospitare stabilmente i profughi. La prima individuata si trova in Vallemaggia. 

Nelle scuole - Per quanto riguarda l'inserimento scolastico, ha aggiunto Bertoli, non è prevista la creazione di grosse concentrazioni in poche scuole, ma una diffusione sul territorio «il più possibile capillare». In questo modo «l'inserimento sarebbe molto più gestibile». Il Decs si sta preparando «per una permanenza di questi nuovi allievi sul medio periodo» quindi «per tutto l'anno prossimo almeno». 

Per gli allievi sopra i 15 anni «dobbiamo prevedere una verifica delle loro competenze e di quello che intendono fare» per capire «cosa hanno studiato, cosa possono e vogliono fare». Verranno convogliati verso l'Istituto della transizione e del sostegno e collocati «il più rapidamente in un percorso post-obbligatorio adeguato» tenendo conto che in Ucraina vige l'obbligo di scolarizzazione fino ai 18 anni. 

A partire da oggi gli allievi delle elementari e delle medie possono già essere accolti nelle scuole. «Ovviamente sarà un inserimento graduale e che arriverà a pieno regime solo a settembre» e il Decs ha intenzione di «approfittare anche del periodo estivo in cui le scuole sono vuote» per cercare di portare avanti la formazione e l'integrazione di questi allievi. 

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