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1'350 chilometri di solidarietà: «Abbiamo nove tonnellate di merce, di più non ci stavano»

BELLINZONA1'350 chilometri di solidarietà: «Abbiamo nove tonnellate di merce, di più non ci stavano»

11.03.22 - 11:06
Il convoglio del Rabadan con i beni di prima necessità è partito questa mattina alle cinque diretto a Tarnòv.
Ti-Press
1'350 chilometri di solidarietà: «Abbiamo nove tonnellate di merce, di più non ci stavano»
Il convoglio del Rabadan con i beni di prima necessità è partito questa mattina alle cinque diretto a Tarnòv.
Quattordici i volontari che affronteranno il viaggio su sette furgoni. Tra di loro anche il Re Renato Dotta. «I ticinesi sono stati meravigliosi e hanno dimostrato di avere un cuore grande. L'incontro con i rifugiati sarà emozionante».

BELLINZONA - È partito questa mattina alle cinque in direzione di Tarnòv (Polonia) il convoglio umanitario del Rabadan. E tra i quattordici volontari che consegneranno le oltre nove tonnellate di beni di prima necessità, raccolte negli scorsi giorni da un'iniziativa in favore dei profughi ucraini lanciata da diversi attori (vedi box), non poteva mancare il Re del Carnevale (al secolo Renato Dotta).

Ambiente positivo e motivazione - Lo abbiamo raggiunto telefonicamente, attorno alle otto, quando la carovana, composta da sette furgoni con quattro rimorchi, aveva da poco superato la dogana tedesca. «Siamo passati dal San Bernardino transitando poi da Coira, Vaduz e Sankt Margrethen. La giornata è bella e il viaggio sta andando bene. L'ambiente è molto positivo. Siamo molto motivati. I presupposti sono buoni». 

Due tappe, 1'350 chilometri - Il morale è quindi alto, anche se i volontari hanno ancora tanta strada da macinare prima di raggiungere la cittadina polacca di circa 110'000 abitanti che dista circa 1'350 chilometri dal Ticino. «Contiamo di arrivare domani tra mezzogiorno e le due», sottolinea Dotta. «Questa sera pernotteremo in un alberghetto a Brno, in Repubblica Ceca».  

Nove (più due) tonnellate - Una volta giunti alla meta, ai volontari toccherà scaricare l'enorme quantitativo di beni donato dai ticinesi nell'ultima settimana. «In verità - ci racconta il sovrano del carnevale di Bellinzona - abbiamo raccolto merce per undici di tonnellate, ma sui furgoni non ci stavano tutte. Noi ne stiamo trasportando 9,3 tonnellate, il resto lo abbiamo lasciato alla sede del Rabadan e verrà donato ai profughi che giungeranno in Ticino».

Emozioni forti - In Polonia tutto è già pronto. L'accoglienza del convoglio è stata organizzata da Don Adalberto, il parroco di Lumino che è proprio originario della cittadina polacca. Ma le emozioni e i sentimenti che proveranno i volontari, quelli no, non si possono preparare. «Mi aspetto di trovare migliaia di rifugiati ucraini in fuga dalla guerra, benché Tarnòv non sia proprio sul confine (si trova a 170 chilometri, ndr). E lì sarà di sicuro una cosa toccante ed emozionante. Mi immagino che ci saranno donne e bambini che ci vedranno arrivare. Per loro noi volontari abbiamo comprato dei piccoli pensieri, da dar loro sul momento».

Più di sette tonnellate di cibo - Il resto della merce verrà invece scaricata e data nelle mani della Caritas. Una parte rimarrà a Tarnòv, un'altra andrà in Ucraina. Nelle zone di guerra. Tra le nove tonnellate di beni raccolti c'è un po' di tutto. «Siamo stracarichi di roba. Abbiamo tantissimi prodotti per bambini e neonati, dai vestitini ai pannolini. Ma anche una marea di giocattoli. Passeggini e seggiolini. Poi abbiamo diverse tonnellate di generi alimentari come pasta, latte in polvere e prodotti liofilizzati. Tre quarti del carico è rappresentato dal cibo».  Cibo destinato alle persone. Ma non solo. «Al nostro convoglio - precisa Dotta - si è unito un rimorchio della Società protezione animali di Bellinzona (Spab) che trasporta cibo per cani e gatti».

L'altra faccia della medaglia - Dotta elogia il grande cuore dei ticinesi. «Sono stati meravigliosi. Hanno dimostrato una straordinaria generosità, spontaneità e sensibilità. È una cosa stupenda». Anche se il comportamento di una sparutissima minoranza di loro ha lasciato il Sovrano con l'amaro in bocca. «Tre o quattro famiglie - ci spiega - hanno portato medicinali e cibo scaduti nel 2019 e panettoni secchissimi, forse residuati del Natale. Hanno svuotato la dispensa e gli armadi».

La cassetta della vergogna - Per questa merce scaduta Dotta ha deciso di fare una cassetta di legno denominandola "della vergogna". «Queste cose mi hanno fatto molto male», ci confida. «Bisogna avere anche una dignità pensando a queste persone e a quello che stanno passando. Per fortuna abbiamo effettuato dei controlli sulle date di scadenza, se no avremmo fatto una magra figura». Una piccola nota (stonata) in una melodia di solidarietà meravigliosa da parte del Ticino e dei ticinesi. E allora non ci resta che ringraziare Renato Dotta e lasciare lui e gli altri tredici volontari al suo viaggio di solidarietà. Nella speranza che presto tutto questo finisca.

L'iniziativa - L'iniziativa è stata promossa dal Comune di Lumino, assieme alla locale Sezione samaritani e al Consiglio parrocchiale. In seguito alla stessa hanno aderito la Società Rabadan – organizzatrice del convoglio – e il Comune di Arbedo-Castione, ai quali si sono poi affiancati anche il Comune e il Consiglio parrocchiale di Grono oltre alla Spab. Di particolare rilevanza è stato il contributo del parroco di Lumino, il quale ha subito risposto presente alla richiesta fatta dal suo Municipio di creare un contatto sicuro con la Polonia – poi trovato nella Caritas della Diocesi di Tarnòw – così da conoscere le effettive esigenze in beni di prima necessità. Il supporto fornito da Don Adalberto è stato anche essenziale nel consentire a Rabadan di organizzare il convoglio.

COMMENTI
 
vulpus 6 mesi fa su tio
Bravissimi
Suissefarmer 6 mesi fa su tio
tornate con persone in più!
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