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15.04.2021 - 07:020

Vaccini ai frontalieri: «Solo per chi lavora nella sanità»

La proposta era stata lanciata da Matteo Salvini in occasione di un incontro con la stampa estera.

Non sembrano però esserci, in questo senso, aperture all'orizzonte. Il SIC: «La priorità alle fasce a rischio, ma in futuro la situazione sarà rivalutata»

BELLINZONA - La campagna vaccinale in Italia va a rilento. Proprio per questa ragione, in occasione di un incontro con la stampa estera, il segretario della Lega lombarda Matteo Salvini aveva auspicato che per i frontalieri italiani vi fosse la possibilità di vaccinarsi in Ticino.

Solo il personale sanitario - Una possibilità questa - come ci confermano dal Servizio dell’informazione e della comunicazione del Consiglio di Stato (SIC) -, non al vaglio, esclusione fatta (come noto) per il personale impiegato nella sanità.

«Le priorità definite dalla Confederazione, attualmente prevedono solo la vaccinazione dei lavoratori frontalieri attivi nel settore sanitario - viene precisato -. Il Ticino ha quindi proceduto in questo senso, vaccinando dapprima il personale attivo nelle case anziani e nei reparti Covid degli ospedali».

Secondo step a maggio - Il resto del personale sanitario, lavoratori frontalieri compresi, «sarà vaccinato nella prossima fase, presumibilmente a inizio maggio».

Ciò non vuol dire che la situazione non sarà rivalutata in futuro, ma per il momento non è in previsione la vaccinazione di chi il Ticino lo frequenta, seppur quotidianamente, solo per lavoro. «La priorità - spiega il SIC - è stata assegnata alle fasce di popolazione che rischiano un decorso grave della malattia. Per questo motivo la campagna di vaccinazione è iniziata dalle persone ad alto rischio: residenti delle case per anziani, "over80", "over75", persone con malattie ad alto rischio e ora "over65"».

Valutazioni future - «Dato che non esiste ancora evidenza scientifica che la vaccinazione impedisca la trasmissione del virus - viene aggiunto -, oggi appare corretto dare priorità alle persone vulnerabili. In futuro la situazione andrà rivalutata, anche in funzione delle nuove evidenze scientifiche, del grado di copertura della popolazione e della disponibilità di vaccini che oggi rimane comunque limitata».

Va detto, anche, che non tutti coloro che fino a ora hanno avuto accesso al vaccino ne hanno usufruito. «Nelle case per anziani - conclude il SIC -, la copertura vaccinale del personale sanitario è oggi superiore al 60%».

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