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CANTONE/SVIZZERA
17.11.2020 - 10:440
Aggiornamento : 11:35

La fiducia nella politica è calata, col Covid

Lo dice un'indagine dell'Ufficio di statistica. Ma tra germanofoni e francofoni il trend è opposto

BELLINZONA - L'epidemia di Covid-19 non ha influito negativamente sul benessere soggettivo degli svizzeri. Secondo un'analisi dell'Ufficio federale di statistica (UST) è invece fortemente aumentata la fiducia nel sistema politico, ma non tra gli italofoni.

Gli intervistati madrelingua italiani sono l'unica categoria, in Svizzera, che ha registrato un calo della fiducia nel governo e nella politica, durante il lockdown. La percentuale dei fiduciosi è scesa dal 58 al 51 per cento. Tra i germanofoni, invece, la fiducia era meno diffusa prima del Covid (48 per cento) ma è aumentata decisamente (58 per cento) durante la crisi. Lo stesso vale per i francofoni, ma in minura minore.

Il coronavirus non ha inciso sulla soddisfazione inerente alla propria vita attuale, alle relazioni personali e al sentimento di felicità né sulla percezione del proprio stato di salute, afferma l'UST in un comunicato diramato oggi.

Intanto durante il lockdown parziale la quota di persone che ha indicato di avere una fiducia elevata o molto elevata nel sistema politico è salita dal 47,5% di prima del confinamento al 54,0%. Essa è cresciuta soprattutto tra le persone di oltre 65 anni, tra le donne, tra i cittadini di nazionalità svizzera e tra le persone con un'istruzione di grado secondario II o terziario.

Da notare invece che tra coloro che hanno risposto all'inchiesta in italiano la fiducia nel sistema politico è nettamente diminuita rispetto a poco prima del lockdown. Tra i partecipanti germanofoni essa è fortemente aumentata, mentre tra i francofoni solo lievemente.

A destare preoccupazione sono per contro la situazione finanziaria futura e la sicurezza dell'impiego. La quota di persone attive professionalmente che ha indicato di considerare molto basso il rischio di perdere il lavoro nei seguenti dodici mesi è scesa nettamente, dal 64,2% a inizio anno al 53,5% durante il confinamento. Si sono detti preoccupati soprattutto uomini, stranieri, francofoni e persone in difficoltà finanziarie.

L'UST ha interpellato 7'507 persone prima del confinamento parziale (tra il 12 gennaio e il 15 marzo) e 4'864 persone durante esso (16 marzo-20 giugno).

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