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CANTONE / SVIZZERA
27.08.2020 - 15:520

Produrre energia... sui ripari fonici

Il consigliere nazionale ticinese Bruno Storni chiede che venga effettuato uno studio sul potenziale

Secondo il deputato si potrebbero realizzare impianti di medie e grandi dimensioni lungo autostrade e linee ferroviarie

BERNA - Uno studio per valutare il potenziale di produzione di energia fotovoltaica sulle pareti foniche o altre strutture ad hoc realizzabili lungo le autostrade e linee ferroviarie. Lo chiede un postulato del consigliere nazionale Bruno Storni (PS/TI) che il Consiglio federale si dice pronto ad accogliere. Un postulato simile era stato inoltrato nel 2011 dall'allora deputato vallesano del PPD, Christophe Darbellay.

Poiché gli obiettivi della Strategia Energetica 2050 prevedono un notevole incremento della produzione di energia rinnovabile, in parte fotovoltaica, secondo Storni si potrebbero realizzare impianti di medie e grandi dimensioni sulle pareti foniche costruite o da costruire lungo autostrade e linee ferroviarie, oltre che sulle classiche superfici disponibili sui tetti o facciate di edifici residenziali.

L'idea non è nuova e gli esempi non mancano, come l'impianto in esercizio lungo la A13 a Coira da oltre 30 anni. Altri impianti (come quello sui ripari fonici lungo l'A2 in territorio di Melide, ndr) sono stati realizzati successivamente ma senza un approccio sistematico.

Per l'autore del postulato, trattandosi di strutture di proprietà della Confederazione (Rete autostradale ferroviaria) è fondamentale che la Confederazione conosca in dettaglio il potenziale energetico e ne promuova attivamente lo sfruttamento, di conseguenza è necessario uno studio sul potenziale.

Nel 2018, l'Ufficio federale delle strade (USTRA) aveva dato il proprio consenso per installare pannelli solari su una tratta della A9 a Fully (progetto autostrada solare). La richiesta era stata inoltrata dalla società privata di Zugo, Servipier. Tuttavia, a inizio gennaio i soldi raccolti - servono 50 milioni di franchi - non erano ancora stati racimolati. Il progetto, se concretizzato, consisterà in un'autostrada solare (in concreto la copertura della carreggiata con pannelli solari) lunga 1,6 km, per una superficie di 70'000 metri quadrati.

Secondo il CEO della società Laurent Jospin, il 40% dalle autostrade elvetiche sarebbero compatibili con un simile impianto e l'energia prodotta potrebbe rimpiazzare tutta la rete nucleare in Svizzera.

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