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13.09.2019 - 15:150
Aggiornamento : 17:24

Riso e grano soffocati dalle erbacce: cosa succede?

Tutto sembra fermo ai Terreni alla Maggia. Colpa delle pesanti accuse arrivate dalla rivista “L’inchiesta” sul limo inquinato? Nessuna risposta dalla direzione

ASCONA – Quell’erba alta non sta passando inosservata. Anche perché lì, di solito, è sempre tutto curato, nei minimi dettagli. Eppure, nel Locarnese, tutto sembra fermo attorno ai campi dei Terreni alla Maggia. Una conseguenza, forse, delle accuse piovute sull’azienda da parte del periodico “L’Inchiesta”. Secondo la rivista, il limo utilizzato come concime dai Terreni alla Maggia sarebbe quello inquinato proveniente dalla già nota Silo & Beton Melezza SA di Losone.

Un marchio di grande qualità – Di certo è stata un’estate rovente per i Terreni alla Maggia, marchio storico che commercializza prodotti di grande qualità legati alla tradizione ticinese. La notizia del presunto limo inquinato impiegato nelle coltivazioni ha fatto il giro della Svizzera. Stando a fonti informate, l’azienda avrebbe ricevuto uno stop momentaneo “dall’alto” in attesa di chiarimenti ufficiali. Secondo altre fonti potrebbe essere stata addirittura la stessa azienda a mettere momentaneamente a riposo i terreni in attesa che si chiarisca la situazione.

Tutto in regola, forse – Un fermo che potrebbe, in ogni caso, generare agli stessi Terreni alla Maggia un deficit enorme, per quanto riguarda gli affari del 2019. Tempo fa il direttore Fabio Del Pietro aveva annunciato che, stando alle analisi tutto era in regola. Tio/ 20 Minuti ha cercato invano di prendere contatto con lui per avere una presa di posizione sul presunto stop delle attività.

Niente flessioni di mercato – Allo stesso tempo va comunque specificato come i big della grande distribuzione continuino ad avere fiducia nella buona fede dell’azienda. I prodotti non sono stati ritirati dagli scaffali. E non ci sarebbe stata alcuna flessione nelle vendite. La vicenda interessa da vicino il deputato socialista, nonché consigliere comunale a Locarno, Fabrizio Sirica, che ha interrogato il Governo sulla situazione. «Non ho ancora ricevuto risposte. Ma il Comune, perlomeno, mi ha rassicurato sul fatto che le acque non siano state contaminate da questo possibile inquinamento. La zona di coltivazione a Locarno è, infatti, situata in un settore di protezione delle acque. Mi premeva essere tranquillizzato».

Domande senza risposta – Al di là delle continue frecciate de “L’inchiesta”, che pare abbia in cantiere un nuovo servizio in merito, diversi interrogativi restano senza risposta. Per usare quel determinato tipo di limo in agricoltura serve un’autorizzazione federale. Perché questa autorizzazione non è mai stata pubblicata, in modo da respingere al mittente qualsiasi tipo di accusa? Intanto il riso, la spelta, il grano sono soffocati dalle erbacce. Nessuno sta muovendo più un dito. Perché?

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