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SVIZZERA

La politica svizzera (tranne l'UDC) accoglie la vittoria di Magyar

«La cooperazione con un'Europa più stabile è fondamentale», secondo la deputata del Centro Elisabeth Schneider-Schneiter
AFP
Fonte Ats
La politica svizzera (tranne l'UDC) accoglie la vittoria di Magyar
«La cooperazione con un'Europa più stabile è fondamentale», secondo la deputata del Centro Elisabeth Schneider-Schneiter

BERNA - All'indomani della storica vittoria elettorale di Peter Magyar su Viktor Orban in Ungheria, la maggioranza dei parlamentari svizzeri si dice soddisfatta dell'esito scaturito ieri dalle urne. Scuote la testa invece un rappresentante dell'UDC, che si è detto deluso per la sconfitta del primo ministro conservatore dopo 16 anni al potere.

«Accolgo con favore la solidità della democrazia ungherese», ha dichiarato oggi all'agenzia Keystone-ATS il consigliere nazionale Laurent Wehrli (PLR/VD), lodando anche la reazione del premier uscente, il quale ha ufficialmente riconosciuto la propria sconfitta.

Le elezioni di ieri erano considerate decisive per l'Unione europea (UE), ostacolata dalle posizioni del governo di Orban. Secondo Wehrli, il popolo ungherese si è espresso chiaramente a favore dei 27.

In questi anni Budapest era diventata sempre più ostile a Bruxelles nonostante beneficiasse dell'Europa, ha riassunto dal canto suo la consigliera nazionale ginevrina Laurence Fehlmann-Rielle (PS), salutando con favore la sconfitta di Orban. Pur essendo un conservatore, il leader dell'opposizione Magyar dovrebbe assumere una linea più leale verso l'UE rispetto a quella attuale e impegnarsi nella lotta alla corruzione, ha aggiunto la socialista.

Dello stesso avviso anche la deputata alla Camera del popolo Elisabeth Schneider-Schneiter (Centro/BL), che si è detta molto sollevata per l'esito del voto: «Queste elezioni rafforzeranno Bruxelles, in particolare sul piano della sicurezza», ha chiosato.

Ma anche per la Svizzera - confrontata con importanti sfide in materia di sicurezza - la cooperazione con un'Europa più stabile è fondamentale, sostiene Schneider-Schneiter. Per la basilese, il popolo ungherese ha inviato un segnale forte. E l'isolamento di Budapest - e in particolare il numero dei suoi veti - all'interno dell'EU dovrebbe ora ridursi. «L'elezione di Magyar è significativa e smentisce l'idea di un continente sempre meno coeso», ha ribadito.

Particolarmente rilevante è inoltre il fatto che Magyar riveste anche i panni di eurodeputato in qualità di esponente del PPE, la principale forza di centro-destra del Parlamento europeo, ricorda Schneider-Schneiter.

Scetticismo dall'UDC - Di tutt'altro avviso invece il consigliere nazionale zurighese dell'UDC Martin Haab, membro del Gruppo di amicizia Svizzera-Ungheria, che avrebbe preferito una permanenza al potere di Orban, definendolo un sano «contrappeso al resto dell'Europa».

Per il democentrista, Budapest è oggi una delle città più sicure d'Europa e Orban avrebbe tenuto chiuse le frontiere di Schengen ai richiedenti asilo. «Molti cittadini erano soddisfatti della sua politica, ma il risultato elettorale è stato diverso».

Secondo Haab resta ora da vedere in che misura il nuovo Parlamento e il nuovo governo guidato da Magyar affronteranno la situazione. «Non so se l'Ungheria adotterà adesso l'approccio superficiale del resto d'Europa», ha dichiarato. Il 63enne ha inoltre espresso dubbi sulla figura di Magyar, ex membro di Fidesz, interrogandosi sulle reali ragioni della sua rottura con il partito di Orban.

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