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SOLETTADelirio con pistola su Tiktok, finisce in manette

27.01.22 - 21:16
In un live streaming il giovane ha minacciato di sparare a se stesso o ad altri.
screenshot tiktok
SOLETTA
27.01.22 - 21:16
Delirio con pistola su Tiktok, finisce in manette
In un live streaming il giovane ha minacciato di sparare a se stesso o ad altri.
Diversi utenti hanno chiamato la polizia. Secondo l'esperto: «Era una richiesta d'aiuto».

SOLETTA - Un live streaming su Tiktok ha innescato un'operazione di polizia, a Soletta. Le immagini mostrano un giovane visibilmente alterato, nel cuore della notte, in una stazione ferroviaria.

Il video a un certo punto si interrompe. La diretta riparte dalla camera del ragazzo. Il 23enne, con un sottofondo di musica rap, riappare impugnando una pistola. Quindi punta l'arma verso lo schermo con fare minaccioso: «Mi sparerò o ucciderò qualcuno», sottolinea. Nonostante l'ora, a guardarlo ci sono alcuni utenti. Qualcuno allerta la polizia e la vicenda si conclude con l'arresto del giovane.

Forse un'arma softair - Contattata da 20 Minuten, la polizia cantonale solettese conferma l'operazione: mercoledì, all'una e mezza di notte, è stato segnalato un giovane"agitato" nei pressi di un sottopassaggio ferroviario, la cui ubicazione è stata identificata proprio grazie a Tiktok. Poco dopo, il 23enne è stato fermato e arrestato, ha spiegato il portavoce della polizia Bruno Gribi.

«Secondo i risultati iniziali, è probabile che l'arma vista nel live streaming fosse una pistola softair», afferma Gibi. L'alcol test a cui è stato sottoposto il giovane ha dato esito positivo e sono attualmente in corso ulteriori indagini.

«Una richiesta d'aiuto» - La portavoce di Pro Juventute, Lulzana Musliu, non nasconde la propria preoccupazione per i contenuti del video: «Quando una persona esprime intenzioni suicide sui social, sta lanciando un grido d'aiuto. Chi agisce in questo modo è disperato e sta cercando di attirare l'attenzione».

Poiché i social media sono parte integrante della vita della Generazione Z, i bambini e i giovani spesso condividono lì i propri problemi di salute mentale: «Nel migliore dei casi, questo può aiutare le persone a parlare delle malattie mentali. In casi estremi, come quello del 23enne, tali contenuti sono fonte di stress».

Secondo Musliu, è quindi importante che i bambini e i giovani sviluppino competenze relative a questi media già in tenera età: «Se ti imbatti in contenuti online in cui le persone minacciano di farsi del male, è importante reagire con coraggio civile». In concreto, questo potrebbe significare: «Bisogna chiamare la polizia o l'ambulanza e informare la persona, magari con un messaggio, sulle offerte di aiuto proposte dal 147 o da Pro Juventute». Il più delle volte, gli interessati non vogliono porre fine alla propria vita, ma vogliono cancellare la propria sofferenza.

«I commenti offensivi possono essere assolutamente scatenanti» - Nel caso del tiktoker solettese, molti utenti sono intervenuti chiedendo di non agire in modo sconsiderato. Ma il live streaming conteneva anche numerosi commenti derisori.

Per Musliu l'umorismo non sempre nasconde intenzioni cattive, ma a volte funge da scudo protettivo: «Può essere un'espressione della sopraffazione che si prova in questi momenti». Tuttavia, conclude l’esperta, «i commenti offensivi possono essere assolutamente scatenanti e peggiorano la situazione».

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