20min/Celia Nogler
SVIZZERA
25.09.2021 - 00:000

Salario in ritardo e ore non pagate: la denuncia di un corriere

Il delivery va forte, soprattutto con la pandemia. Ma un corriere Smood vuota il sacco: «Pessime condizioni di lavoro»

Fonte 20 Minuten / Noah Knüsel
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

ZURIGO - Nel settore del delivery, una delle aziende leader è Smood: in 23 città svizzere effettua la consegna a domicilio di pranzi e cene ordinati tramite un'app. Ma diversi corrieri accusano Smood di pessime condizioni di lavoro. Temendo di perdere il lavoro, si nascondono dietro all'anonimato. Non vale per Ademir Anchieta Bispos, che ci mette nome e faccia: «La gente deve vedere che tipo di azienda è Smood».

Il 36enne lavora come corriere da due anni e mezzo. Quasi da subito ha dovuto fare i conti con ritardi nel versamento dello stipendio. Un problema che riscontra tuttora: il salario di agosto lo ha ricevuto a metà settembre. Inoltre, non tutte le ore gli vengono pagate: «Ogni mese perdo tra le dieci e le quindici ore». E gli è anche già stato tagliato lo stipendio a causa di ritardi nelle consegne. All'ora prende diciannove franchi. «Non posso permettermi un avvocato per difendermi». Ed è per questo motivo che Anchieta Bispos ha deciso di dimettersi.

Il sindacato Unia ha avuto più volte a che fare con Smood: «Negli ultimi anni siamo stati contattati da decine di corrieri» afferma Roman Künzler. Nel settore del delivery c'è una forte concorrenza. «Ecco perché le aziende risparmiano sul personale».

Su richiesta di 20 Minuten, Smood ha confermato che si è verificato un problema con il versamento degli stipendi di agosto. «Ma è stato risolto» ha detto la portavoce Luise Kull, che non ha però fornito una spiegazione in merito alle altre questioni sollevate da Anchieta Bispos.

Cosa possono fare i corrieri?

Gli ordini consegnati in ritardo possono essere detratti dallo stipendio del corriere? «Si tratta di una questione problematica. In tal caso, la misura deve essere chiaramente concordata» afferma Ivo Hungerbühler, esperto di diritto del lavoro. E in ogni caso resta una questione delicata. Ci sono situazioni, infatti, che non dipendono dai corrieri. Tra queste si conta per esempio il traffico. E per quanto riguarda invece il salario in ritardo? «Si può negare all'azienda la prestazione, quindi non lavorare finché non si ricevono i soldi». Al datore di lavoro va però notificata una scadenza per iscritto.

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