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SVIZZERA
31.01.2021 - 10:110
Aggiornamento : 12:39

«In 50 anni sono stati fatti molti progressi»

Karin Keller-Sutter ha rilasciato un'intervista in occasione dell'anniversario del diritto di voto alle donne.

E ha raccontato anche un episodio della sua carriera politica che l'ha «scioccata»

BERNA - Dall'introduzione del suffragio femminile nel 1971, la Svizzera ha fatto molti progressi in materia di uguaglianza uomo-donna, come dimostra l'evoluzione del diritto matrimoniale.

Parola della consigliera federale Karin Keller-Sutter, intervistata da Le Matin Dimanche nell'ambito del 50esimo anniversario dell'introduzione del diritto di voto alle donne a livello nazionale.

«C'è stato un vero progresso sociale sia per le donne che per gli uomini», ha aggiunto la ministra di giustizia e polizia. Stando alla sangallese, ciò «che resta da fare riguarda più le questioni strutturali, in particolare la conciliazione tra vita familiare e professionale».

La Consigliera federale PLR ammette di non essersi mai sentita «realmente» discriminata nel corso della sua vita, anche se ha avuto l'impressione «di essere più osservata dei colleghi maschi e giudicata più severamente».

Vi è tuttavia un episodio della sua carriera politica che l'ha «scioccata». «Era il 1995. Ero candidata al Consiglio Nazionale. Il responsabile della campagna mi ha detto: «Puoi fare campagna con il tuo fisico».

Karin keller-Sutter crede di essere riuscita da allora a far capire di essere una persona indipendente, anche nell'esprimere le proprie opinioni. Tuttavia, rifiuta di essere etichettata come femminista: «Preferisco dire che sono a favore delle pari opportunità».

Nel corso della sua infanzia trascorsa a Wil (SG), ha proseguito, vi è stata tuttavia una figura del femminismo che l'ha segnata: Lotti Ruckstuhl. «Ha combattuto per il diritto di voto. Quando passavo davanti a casa sua rimanevo sempre affascinata: è lì che vive la donna che ha così tanti meriti».

La sua priorità nei dossier inerenti l'uguaglianza riguarda il contrasto alla violenza domestica. «Abbiamo fatto progressi in Svizzera con l'introduzione del braccialetto elettronico per sorvegliare gli autori di violenze, ma introdotto anche salvaguardie per garantire che i procedimenti non vengano abbandonati perché le vittime si sentono sotto pressione».

Nel corso dell'intervista, Keller-Sutter ha ricordato che in aprile si terrà una tavola rotonda con i Cantoni e l'Ufficio federale per l'uguaglianza allo scopo di migliorare la protezione delle donne contro la violenza domestica e sessuale.

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