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Nel mirino del religioso le rappresentazioni di draghi, serpenti e teschi
VALLESE
15.11.2020 - 08:050
Aggiornamento : 13:47

I tatuaggi sono «cose demoniache»: sacerdote sospeso dall'insegnamento

Le sue esternazioni hanno causato angoscia tra gli allievi. Il prete: «Alcuni disegni sono pubblicità della morte».

La curia: «Sarebbe un peccato se, per una persona, gli alunni abbandonassero religione».

BITSCH - Era forse troppo "vecchia scuola" o è stato in parte frainteso un sacerdote vallesano attivo da anni come docente di religione delle medie che è stato allontanato dall'insegnamento per avere, tra le altre cose, definito i tatuaggi una «cosa demoniaca».

Come riporta il Walliser Bote, l'angoscia degli allievi e la rabbia dei genitori dell'istituto di Bitsch è montata recentemente, tanto da spingere le famiglie degli scolari a minacciare di ritirare i figli da religione. «Ha parlato ai ragazzi della dannazione eterna», lamenta un genitore. Il prete ha inoltre appunto descritto i tatuaggi (o almeno alcuni di essi) come una «cosa demoniaca» e viene accusato per altre esternazioni che non sono state rese pubbliche.

Lui si difende: «Ho parlato con i ragazzi del simbolismo di determinate cose», spiega. Per quanto riguarda i tatuaggi, in particolare, erano proprio alcuni disegni che lo turbavano: «Sempre più spesso immagini di serpenti, draghi e teschi sono una sorte di pubblicità della morte sulla pelle e questo in qualche modo non è cristiano - afferma -. Noi ci impegniamo per la vita e non vogliamo fare contropubblicità».

Benché non voglia ritrattare le sue esternazioni, il religioso teme di aver sottostimato l'effetto che potevano avere gli alunni. Soprattutto quando riferite «in forma abbreviata» una volta tornati a casa.

Le sue spiegazioni non hanno convinto il vescovo di Sion, che ha preferito allontanarlo dalla scuola: «Siamo arrivati alla conclusione che era meglio che l'attività d'insegnamento fosse assunta da qualcun altro», fa sapere il vicario generale. Il timore era in particolare che i giovani lasciassero in massa l'insegnamento di religione: «Sarebbe un peccato se per una persona si arrivasse a tanto», ha concluso.      

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