Keystone
SVIZZERA
14.10.2020 - 09:560
Aggiornamento : 11:58

L'esercito impone il divieto di congedo alle reclute

Sino a fine di ottobre, termine della scuola reclute, nessuno rientrerà a casa. Scopo: proteggere i militi dai contagi.

«Nell'esercito le persone sono protette meglio rispetto all'esterno», sottolinea il portavoce Daniel Reist.

BERNA - Le reclute non potranno più tornare a casa, ma dovranno rimanere in caserma fino alla fine di ottobre quando per circa 10mila militari si concluderà il periodo di scuola reclute. Nessun congedo sarà concesso, nemmeno durante i weekend. «Questa mattina le reclute sono state informate dai loro superiori. La quarantena è valida fino alla fine di ottobre», ha confermato al Blick il portavoce dell'esercito Daniel Reist. I corsi di ripetizione non sono invece interessati dal provvedimento.

Il motivo di questa misura è il forte aumento delle infezioni da coronavirus in Svizzera. «Vogliamo proteggere le reclute dai contagi e nell'esercito sono meglio protette rispetto all'esterno», ha aggiunto Reist, precisando che attualmente in grigioverde ci sono 24 casi.

La misura - di cui verranno fornite maggiori informazioni in giornata - non ha evidentemente fatto la felicità dei militi, rileva ancora il quotidiano svizzero-tedesco. Anche perché il distanziamento sociale non viene quasi mai rispettato nelle caserme. Durante le esercitazioni, ma nemmeno mentre si dorme: «Alcuni dormono a 30 centimetri di distanza», viene sottolineato. E anche disinfettante e mascherine sarebbero quasi sempre assenti.

L'esercito nega con veemenza queste accuse. «Ci sono sufficienti disinfettanti, mascherine e guanti. Basta solamente richiederli», dice ancora il portavoce. 

«Una misura a favore della salute di militi»
«L'esercito aumenta la protezione delle sue truppe a favore della loro salute».  In un comunicato stampa, trasmesso in tarda mattinata, l'Aggruppamento Difesa fornisce qualche chiarimento supplementare sulla decisione di annullare il congedo generale delle reclute nei fine settimana. «La gran parte delle scuole reclute sta attualmente svolgendo la sedicesima settimana delle diciotto totali». Si chiede dunque un sacrificio ai circa diecimila militari coinvolti: «Con questa misura preventiva è possibile fornire un contributo affinché le scuole reclute si concludano regolarmente e tutti i militari possano essere licenziati in buone condizioni di salute». Le misure di protezione contro il coronavirus si qui adottate permetteranno, secondo la nota stampa, di portare a termine l'istruzione secondo la regolare pianificazione.

 

 


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