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SVIZZERA
18.03.2020 - 15:480
Aggiornamento : 16:15

«La chiusura dei cantieri va discussa caso per caso»

La Società svizzera degli impresari costruttori si smarca e lascia decidere ad imprese e proprietari.

L'organizzazione precisa però che «secondo il Consiglio federale le attività dovrebbero proseguire laddove le circostanze lo consentano».

BERNA - «La chiusura dei cantieri deve essere discussa caso per caso tra proprietari e imprese di costruzione». Lo sostiene la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC), secondo cui nei cantieri sono state messe in atto misure di protezione per garantire la sicurezza e per contenere la diffusione del nuovo coronavirus.

«Secondo il Consiglio federale, le attività dovrebbero proseguire laddove le circostanze lo consentano», scrive l'organizzazione in una nota odierna, aggiungendo che la chiusura su larga scala dei cantieri non favorisce nessuno. Invita tuttavia i datori di lavoro a sostenere le misure prese dal governo.

Per la SSIC, che sottolinea di «prendere la situazione molto seriamente», si tratta in particolare di adottare misure d'igiene e organizzative.

«È molto importante - ribadisce l'associazione - che le misure relative alle imprese siano considerate caso per caso. C'è una differenza tra il lavoro all'interno di un edificio, che si svolge in uno spazio limitato, e il lavoro all'aria aperta, dove invece è possibile mantenere la distanza richiesta». A seconda della situazione devono essere effettuate approfondite discussioni tra committenti e aziende, anche in merito a eventuali scadenze.

Ginevra chiude - L'edilizia si ferma nel canton Ginevra. Il Consiglio di Stato ginevrino ha deciso oggi che a partire da venerdì  tutti i cantieri sul territorio cantonale dovranno chiudere a causa della diffusione del coronavirus. «Alcune deroghe saranno concesse a seconda del caso, ad esempio per ragioni legate alla sicurezza o a un interesse pubblico preponderante». Le sanzioni in caso di mancato rispetto delle disposizioni potranno arrivare fino a trecentomila franchi.

Commenti
 
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87 1 anno fa su tio
Personalmente finché non ricevo un comunicato che dimostri gli indennizzi all'azienda, la produzione va avanti. Va bene che chi apre azienda si prende a carico anche i rischi, ma chiedere di chiudere e intanto garantire salari, affitti, ammortamenti... Non è sostenibile per le aziende. Un comunicato con scritto l'indennizzo per ogni dipendente lasciato a casa fino al termine della quarantena, punto.
vulpus 1 anno fa su tio
Ma smettetela per favore ,Rispettate i vostri collaboratori e il vostro lavoro che avete la fortuna di avere. Chiudete le baracche e lasciate a casa gli operai. Siamo al limite dello scoppio, e continuate a far lavorare frontalieri che vanno e vengono da zone altamente contagiose. Il governo intervenga con il blocco totale per tutti!!
Mattiatr 1 anno fa su tio
@vulpus Ci sono cantieri e fasi costruttive che non possono essere bloccate. Un cantiere non è una tabella excel che come la salvi la ritrovi, ci sono molte variabili. Ecco perché valutano caso per caso, lasciali fare il loro lavoro.
Zico 1 anno fa su tio
@Mattiatr ma quando vanno in vacanza come fanno? hanno una cartella pdf che non è modificabile?
vulpus 1 anno fa su tio
@Mattiatr Sicuramente tu sei uno specialista in materia. La considerazione arriva dalla spocchiosa dichiarazione di una grossa impresa la quale davanti al blocco ha affermato bellamente che se ne fregava e fintanto che qualcuno non gli diceva di chiudere tutto avrebbe continuato. Impresa da oltre 100 operai. Evidente che di fronte ad una situazione del genere, economicamente potrà essere un problema per lo stop e la ripartenza. Ma se i collaboratori si ammalano a cosa serve?
Mattiatr 1 anno fa su tio
@vulpus Diciamo che specialista è più di un'esagerazione, io lavoro solo nel settore. Il fatto è che generalizzare e tirare una media è impossibile. Ogni azienda è in una situazione differete. Alcuni ne hanno approfittato per bloccare tutto e lasciare a casa i dipendenti per intemperie visto lo scarso carico lavorativo di questo periodo, altri non possono per questioni di urgenze finanziarie, altri aspettano che la società impresari costruttori prenda una posizione sulla faccenda e chi aspetta certezze dal cantone. Diciamo che se il cantone assicurasse un compenso per le perdite e per garantire gli stipendi sono piuttosto certo che sui cantieri non vedresti alcun operaio (giusto il tempo di sistemare e prendere le contromisure del caso). Già che io in primis non chiuderei se ci fosse la possibilità di fallire o indebitarsi fino ai capelli, il tutto senza sapere quanto potrebbe durare il blocco e come riprendere tutto finita la crisi. Diciamo che se fallissero delle ditte in Ticino beh, ti lascio immaginare che succederebbe ai lavoratori ticinesi e sopra tutto ai contribuenti. Diciamo che se il cantone invece di chiedere per favore pretendendo rispetto senza nulla in cambio, offrisse almeno delle certezze, non sarebbe male.
Mattiatr 1 anno fa su tio
@Zico Le vacanze sono previste, la direzione lavori programma le varie opere di modo da evitare danni (non sembra ma molti lavori in cantiere possono essere delicati). Possono servire settimane per bloccare determinate opere. Per questo serve un'analisi caso per caso, a me bloccare tutto non cambia niente, salvo ed esco, per altri ...
Zico 1 anno fa su tio
@Mattiatr per cortesia non sono del ramo: me ne indichi uno che non possa essere bloccato nel giro di 2 settimane?
Mattiatr 1 anno fa su tio
@Zico Il primo che mi viene in mente è l'esecuzione di pareti chiodate per il sostegno del terreno. Alcune volte le pareti possono superare i 10-15 metri, la non corretta esecuzione potrebbe portare al collasso dei terreni con conseguenze sugli edifici sovrastanti. Un mio ex professore mi ha raccontato di un cantiere per l'ampliamento di un ospedale, un assestamento di pochi centimetri avrebbe potuto causare danni milionari, pensa se tutto ciò avvenisse senza la dovuta supervisione. Diciamo che molte cose vanno previste, valuta che alcuni lavori richiedono mesi di progettazione, non sempre comprimibili in pochi giorni (progettazione e conseguente esecuzione in opera e poi verifiche). Ovvio, come detto ogni caso è a sé, senza poi parlare delle penali (sopra tutto in appalti pubblici) alla quale non tutte le aziende possono far fronte.
Zico 1 anno fa su tio
@Mattiatr scolta, lasciamo perdere le penali che in questo momento non credo siano esigibili. per le pareti chiodate ho giusto a 100 metri da casa mia la costruzione di una casa per anziani. stanno stabilizzando il terreno. un lavoro grandissimo. beh, non ci crederai: il cantiere lo hanno chiuso in 5 giorni! quindi se si vuole si può!
Mattiatr 1 anno fa su tio
@Zico Come detto, è per questo che bisogna analizzare caso per caso. Per quanto riguarda le penali e i costi fissi aziendali (che spesso non sono indifferenti) per bloccare tutto basterebbe che gli uffici di cantonali e comunali competenti dessero delle certezze, dei fogli scritti neri su bianco, cosa che non mi risulta esser ancora successa. Quindi a fronte di una chiusura che potrebbe durare da pochi giorni a qualche mese, beh, capirai che non tutti si sentono sicuri. Facile considerare il covid-19 come l'unico male presente, ma de le ditte falliscono o subiscono forti perdite, a pagarne saranno sopra tutto i lavoratori ticinesi che si ritroveranno a casa. Il Ticino non è il cantone dove ritrovarsi disoccupati, sopra tutto dopo e durante una crisi economica. Quindi se si vogliono i cantieri chiusi si prepari un preventivo cantonale con degli indennizzi, altrimenti nessuno ha il diritto di pretendere nulla da nessuno.
batterfly 1 anno fa su tio
@Zico ??
Zico 1 anno fa su tio
@batterfly ??
seo56 1 anno fa su tio
In sostanza: se la costruzione é per un politico o l’amico del politico il cantiere va avanti se la costruzione é di un “povero cristo” il cantiere deve chiudere.
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