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BERNAPendolarismo: scambiarsi il lavoro per smettere di fare avanti e indietro

19.08.19 - 08:00
Lo propone un sito lanciato oltre Gottardo. E i datori di lavoro? «Saremmo felici se chi vuole andare via portasse un sostituto»
Keystone
Pendolarismo: scambiarsi il lavoro per smettere di fare avanti e indietro
Lo propone un sito lanciato oltre Gottardo. E i datori di lavoro? «Saremmo felici se chi vuole andare via portasse un sostituto»

Pendolarismo

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - Svizzera Paese di pendolari: circa 4 milioni di persone escono di casa quotidianamente per recarsi al lavoro e percorrono in media 15 km all’andata e 15 al ritorno per un’ora complessiva di trasferta. Un totale di circa 240 ore all’anno - ovvero 10 interi giorni - passati da ciascuno di loro in auto, treno o autobus. 

Ma almeno alcuni di questi spostamenti che causano colonne e ressa sui mezzi pubblici potrebbero essere evitati. Come quelli di chi vive, diciamo, a Berna e va a lavorare a Soletta per fare lo stesso lavoro di qualcuno che vive a Soletta e va a lavorare a Berna. Come? Mettendo in contatto queste due persone e dando loro la possibilità (ai rispettivi datori di lavoro piacendo) di scambiarsi il lavoro. È quanto propone tausche-job.ch, una piattaforma lanciata oltre Gottardo da alcune settimane: «I media sono pieni di articoli intrisi di negatività sul tema del pendolarismo e noi ci siamo detti: le cose possono essere più semplici di così», spiega la cofondatrice del sito Carola Graf. 

Registrandosi gratuitamente, il sito permette di elaborare un profilo anonimo («La nostra prima regola è la discrezione») in cui si forniscono dati come posizione, grado di occupazione, formazione, lingue conosciute, età e luogo di lavoro. In caso di elevata corrispondenza con il profilo di qualcuno che vorrebbe lavorare dove lavoriamo noi e lavora dove noi vorremmo lavorare, il sito invia un messaggio a entrambi per un eventuale scambio, che può essere discusso dapprima chattando anonimamente e poi, se lo si desidera, approfondendo la conoscenza. 

Tutto molto bello, ma non è un po’ difficile, poi, fare entrare i due rispettivi datori di lavoro in questa equazione? Alla fine sono loro che devono acconsentire ad assumere il sostituto così trovato: «Noi stessi siamo datori di lavoro in una piccola-media impresa attiva nel settore delle costruzioni e facciamo un’enorme fatica a trovare dei professionisti validi», afferma Carola Graf. «Saremmo quindi felici se i dipendenti che vogliono andare via indicassero un sostituto», aggiunge. Se ciò possa funzionare, però, al momento non è dato sapere: «La nostra offerta è appena partita», sottolinea la responsabile. La piattaforma, inoltre, costituisce solo uno spazio di incontro e informazione, gli amministratori non possono verificare quali e quanti scambi vadano a buon fine.

Per ora tausche-job.ch è solo in tedesco, ma è possibile registrarsi da tutta la Svizzera. Sarà prossimamente consultabile anche in altre lingue? «Diremmo volentieri “Sì, certo!”, ma attualmente non prevediamo di proporre il sito in altre lingue nazionali», si rammarica Graf.  

COMMENTI
 
Mag 3 anni fa su tio
Queste cose forse potrebbero essere NON proprio delle "inutili vaccate" se esistesse un mondo del lavoro sano e a misura d'uomo (e non a "misura del profitto"). Queste iniziative nascono a causa della stupidità popolare che trova fondamento sociologico nel seguente esempio allusorio: i tubi delle fogne sono marci, scaviamo dei canali per far scorrere l'acqua che vi fuoriesce verso il lago e non verso le case.
francox 3 anni fa su tio
Ma per favore... Alcune grosse ditte fanno apposta a trasferire lontano il personale (vecchio e ben pagato) per far sì che si dimetta!
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