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25.01.2019 - 10:230
Aggiornamento : 14:45

Voto elettronico, chiesta una moratoria

Un comitato - presieduto dal consigliere nazionale Franz Grütter - intende lanciare un'iniziativa popolare sul tema

BERNA - Una moratoria sull'introduzione del voto elettronico. La chiede un comitato, composto da informatici e politici che vanno dalla sinistra alla destra, presieduto dal consigliere nazionale Franz Grüter (UDC/LU) che intende lanciare una iniziativa popolare sul tema.

In una conferenza stampa, i promotori della modifica costituzionale, che dovrebbe essere ufficialmente lanciata a metà febbraio, chiedono che l'e-voting venga proibito fin tanto che non sarà protetto dalle manipolazioni almeno tanto quanto il voto tradizionale alle urne.

In particolare, gli elettori devono poter verificare le fasi essenziali del voto anche senza disporre di particolari competenze, deve essere possibile determinare la vera volontà del popolo e infine i conteggi devono essere affidabili, hanno affermato gli iniziativisti. Oggi queste condizioni non sono ancora soddisfatte, ha dichiarato Grüter.

I promotori dell'iniziativa sono preoccupati per la "negligenza" con cui si cerca di introdurre questo canale di voto per le elezioni e le votazioni in Svizzera. Con il voto elettronico solo pochi esperti in informatica sono a conoscenza del conteggio dei voti, il che rende il sistema facilmente manipolabile. Gli hacker hanno già scoperto vulnerabilità nei sistemi di e-voting. Ciò danneggerebbe la fiducia degli elettori nei conteggi, minando la democrazia diretta.

Chiaramente è possibile imbrogliare anche votando per corrispondenza, ha affermato lo specialista informatico nonché consigliere nazionale Balthasar Glättli (Verdi/ZH), ma nel voto elettronico è molto più facile effettuare attacchi su larga scala. Inoltre vi sono aziende private che offrono questi sistemi e di conseguenza sussiste una minaccia di privatizzazione del processo.

Internet è sotto attacco, ha spiegato dal canto suo Claudio Luck dell'associazione di haker Chaos Computer Club Switzerland (CCC-CH) nonché rappresentante della Svizzera italiana. Collegando infrastrutture critiche a internet bisogna attendersi ogni momento degli attacchi, ha aggiunto.

Diversi Stati europei hanno rinunciato completamente al loro sistema di voto elettronico. Oltre alla vulnerabilità, è infatti emerso che gli obiettivi prefissati non vengono perseguiti: l'e-voting non aumenta la partecipazione al voto (neppure quella dei giovani), il voto non viene semplificato visto che è ancora necessario spedire una busta, l'intero processo viene comunque effettuato su carta e i costi sono elevati.

Sperimentazione - In Svizzera il voto elettronico è attualmente possibile in via sperimentale in dieci cantoni, diversi dei quali hanno però interrotto o sospeso il test.

In dicembre il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione per una modifica della legge federale sui diritti politici allo scopo di offrire a tutti cittadini questa possibilità, che si aggiungerà al voto di persona e per corrispondenza.

Tutti i tentativi di fermare tale introduzione sono falliti, per questo il comitato ha deciso di lanciare l'iniziativa. I promotori avrebbero anche potuto attendere i risultati della consultazione e se necessario lanciare il referendum, ma questo non impedirebbe gli attuali test, hanno spiegato.

Con l'attuazione della moratoria, l'Assemblea federale potrebbe revocare il divieto al più presto cinque anni dopo la sua entrata in vigore. Tra i sostenitori figurano rappresentanti affini alla tecnologia di tutti i partiti eccetto il PPD nonché gruppi come "Digitale Gesellschaft Schweiz" (Società digitale) e CCC-CH. La raccolta delle firme inizierà non appena 10'000 cittadini si saranno detti disposti a raccogliere cinque firme ciascuno.

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