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L'OSPITE
24.03.2021 - 11:440

Il PSE non soddisfa i Verdi

I Verdi di Lugano

Pur convinti della necessità di uno stadio nuovo (o rinnovato) e di un palazzetto dello sport, i Verdi di Lugano non sosterranno l’attuale progetto del Polo sportivo e degli eventi (PSE). Esponiamo qui di seguito i motivi di questa scelta, dichiarandoci aperti a soluzioni che possano soddisfare in modo più virtuoso le esigenze delle molte associazioni che promuovono la pratica dello sport.

Non è accettabile che il Municipio, per un progetto così importante, metta il Consiglio comunale di fronte a un aut aut: o si accetta tutto il pacchetto (infrastrutture sportive, stradali e immobiliari) o non si possono avere lo stadio e il palazzetto dello sport. L’affermazione che il Football Club Lugano sarà retrocesso in serie B se lo stadio non sarà costruito subito è una manipolazione, sconfessata anche dallo stesso FC Lugano. È di novembre la decisione della Swiss Football League (SFL) di modificare il regolamento per le licenze sui criteri infrastrutturali, in modo da venire incontro ai club in questa difficile situazione pandemica. È pure assodato che vi sarà la costruzione di uno stadio provvisorio con due grandi tribune a sud e a nord, stadio che potrebbe rimanere operativo fino alla realizzazione di una soluzione alternativa migliore rispetto all’attuale progetto. Benché nessuno abbia interesse ad ammetterlo, pare infatti evidente che ora ci sia un margine di negoziazione con la SFL ben maggiore per quanto riguarda le licenze. Facciamo anche notare che già nel 2015 a Cornaredo c’erano le modine per la costruzione di un nuovo stadio, poi misteriosamente sparite (in altre parole, se l’esecutivo lo avesse voluto, avremmo già da un pezzo uno stadio nuovo).

Il progetto del PSE non corrisponde ai criteri di sostenibilità. Il comparto non si presenterà come un grande parco verde restituito ai cittadini, sarà invece diviso in due da una strada a grande percorrenza; una strada nuova che oggi non c’è, mentre quella vecchia (Via Sonvico) rimarrà. Inoltre il tanto declamato parco di 12’000 m2 sorgerà, per quasi metà della sua superficie, sul tetto di un autosilo, ciò che limita enormemente le possibilità di crescita della vegetazione.

Perché Lugano vuole costruire uno stadio tanto ambizioso per poi relegarlo a ospitare un campo sintetico? I ritiri della Nazionale svedese nel 2008 e dell’Inter nel 2019 non si sarebbero tenuti a Lugano se avessimo avuto un campo sintetico. Il campo sintetico è difficile da smaltire, causa infortuni gravi con maggior frequenza, con il caldo diventa inagibile ed è noto che giocare sul sintetico accorcia la carriera sportiva.

Una spesa così grande, di circa 300 milioni, avrà conseguenze sulla città per quasi trent’anni: comporterà l’aumento del moltiplicatore di almeno 5 punti percentuali rispetto al gettito pre-pandemico. Perché il Municipio non ha mai valutato seriamente l’ipotesi di costruire lo stadio in proprio? Sul tema stadio non c'è stata discussione, non ci sono state alternative, la partecipazione è stata limitata e non ha potuto arricchire la ricerca di soluzioni appropriate. La proposta sul piatto è complessa, immatura e mescola inutilmente troppi contenuti.

Da due anni Lugano ha più di mille appartamenti sfitti, da cinque anni è in calo demografico, nei prossimi anni dovremo fare i conti con le conseguenze della pandemia, ma il Municipio propone la stessa ricetta usata negli ultimi cinquant’anni: costruire nuovi spazi abitativi, nuovi progetti fuori scala.

Sono in parte gli stessi motivi che già ci avevano portato in giugno a non votare il credito di progettazione. Non sta ai Verdi di Lugano creare le maggioranze necessarie in Consiglio comunale per far passare un progetto faraonico che rischia di creare più problemi di quanti non ne voglia risolvere.  

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