Il burquini, vestito o costume?

Il caso di una donna musulmana alla quale è stato vietato il bagno in piscina perché indossava il burquini
Il caso di una donna musulmana alla quale è stato vietato il bagno in piscina perché indossava il burquini
PARIGI - "Finora non potevo accompagnare i bambini in piscina, poi ho trovato un costume per donne musulmane fatto di un materiale adatto all'acqua. Ho chiesto di poter entrare in diverse piscine: due hanno categoricamente detto di no, un'altra a Emery ha chiesto di poter verificare il materiale del costume. Sono entrata in piscina due volte, poi mi è stato detto che c'era stato un errore e che non sono accettati costumi di questo tipo".
Rispetto delle regole o questione di rispetto della identità religiosa? Dopo i divieti di indossare il velo islamico a scuola che fecero tanto discutere, in Francia scoppia il caso di Carole, una donna musulmana a cui a Emerainville, alla periferia di Parigi, è stato vietato l'ingresso nella piscina comunale: il suo burquini, il costume integrale composto da velo, tunica e pantaloni viene considerato un vestito a tutti gli effetti, non un costume da bagno.
Il rifiuto a Carole non è andato giù e così ha sporto denuncia. "La mia è solo una battaglia per poter fare il bagno con i miei fgli. Non è una questione politica, nè religiosa, ripete Carole, ma il caso orami è scoppiato. "Le regole delle piscine pubbliche vietano il bagno con pantaloncini, magliette, bermuda. Questa signora è arrivata indossando un vestito - dice il vicepresidente regionale con delega allo sport Daniel Guillame - la prima volta le è stato permesso di entrare per mancanza di attenzione, poi le è stato spiegato quali sono le regole.
Ma a lei non è andata giù ed eccoci qui con una denuncia. Il caso ormai è scoppiato. E nella Francia multietnica potrebbe essere solo il primo di tanti altri.
Foto d'apertura: Keystone / Ap Chris Carlson





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