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ITALIALa confessione di Giorgio Pasotti: «Bello il cinema, ma ho pianto per lo sport»

27.05.23 - 12:00
L’attore è stato campione europeo di arti marziali: «Vincere è una delle gioie più grandi»
Imago/ZumaWire
La confessione di Giorgio Pasotti: «Bello il cinema, ma ho pianto per lo sport»
L’attore è stato campione europeo di arti marziali: «Vincere è una delle gioie più grandi»

È prossimo ai 50 anni Giorgio Pasotti, attore nato a Bergamo che nel corso della sua vita ha vissuto anche in Cina e negli Stati Uniti. Nella Repubblica Popolare arrivò da ragazzo, per motivi di studio. “Mio padre aveva un negozio di oggettistica orientale e conosceva un antiquario di Pechino che mi parlò di questa università, equivalente dell’Isef - ha raccontato l’attore al Corriere della Sera -. Mi ci portò per un corso estivo a 14 anni. L’idea era frequentarlo per poi fare Medicina in Italia. Partii quando mi congedarono al militare per l’asma allergica, ero alpino assaltatore”.

Nella sua avventura in Cina, Pasotti ha vissuto la brusca apertura verso l’Occidente del paese. “Indossavano tutti la divisa di Mao Zedong, il libretto rosso in tasca, vedevi solo bici. Mangiavo in mensa, la mia stanza era un loculo due metri per tre. Sono stato privato di tante cose rispetto ai miei coetanei, ma eravamo contenti per il cambio di stagione, per una nevicata, cose così. Nell’approccio alle arti e ai miei mestieri ognuno faceva quel che gli piaceva. Ho goduto di quel momento irripetibile, tre anni dopo la rivoluzione studentesca. Ho visto il primo universitario con una maglietta dei Kiss”.

Lo sport lo aveva avvicinato alla Cina, lo sport gli ha dato grandi soddisfazioni: Pasotti è stato 3 volte campione europeo di wushu, un’arte marziale cinese. “Vincere una gara importante e salire sul gradino più alto del podio è una delle gioie più grandi che un essere umano può vivere, perché solo tu sai quali sacrifici ti hanno portato fin lì - ha dichiarato l’attore - Alle prime note dell’Inno di Mameli cominciai a piangere come un bambino. Una gioia non paragonabile ai premi ricevuti da attore”.

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