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La provocazione dell'arte, quando i rifiuti si trasformano in sculture

ASCONALa provocazione dell'arte, quando i rifiuti si trasformano in sculture

27.04.23 - 06:30
La giovane artista ticinese Maddalena Mora racconta l’esposizione temporanea ospitata all'Hotel Eden Roc di Ascona.
Davide Giordano Tio/20Min
La provocazione dell'arte, quando i rifiuti si trasformano in sculture
La giovane artista ticinese Maddalena Mora racconta l’esposizione temporanea ospitata all'Hotel Eden Roc di Ascona.

ASCONA - Vetro, plastica e carta, ogni giorno le strutture alberghiere del nostro cantone producono una quantità impressionante di rifiuti. Ad Ascona però il materiale dell’Hotel Eden Roc, destinato alla distruzione, viene trasformato in opere d’arte grazie all’esposizione ETRA. Una mostra temporanea che si fonde nelle sale dell’albergo per riflettere e sensibilizzare sull’impatto ambientale del consumismo.

Riflettere sull'impatto climatico - «L’Hotel Eden Roc mi ha dato la possibilità di realizzare un progetto completamente nuovo che si avvicinasse alla filosofia del gruppo alberghiero. Mi è venuto spontaneo parlare attraverso l'arte, una passione che ho potuto accrescere con gli studi all'accademia di belle Arti di Brera a Milano presso l'indirizzo di scultura, e così è nata ETRA arte a impatto», ci spiega Maddalena Mora, giovane artista ticinese, ideatrice e progettatrice dell’esposizione realizzata con la collaborazione dell’Accademia Dimitri e di Roberto Mucchiut, video artista svizzero.

Sette opere che si esprimono attraverso installazioni scultoree, create solo con i materiali di scarto provenienti dall’hotel, videoarte ed estratti teatrali.

Una radiografia senza filtri - Un progetto coraggioso che espone letteralmente i rifiuti dell’albergo agli occhi dei suoi ospiti. Una radiografia senza filtri per prendere coscienza di una problematica che va affrontata. «L’hotel è stato fondamentale perché mi hanno messo a disposizione tutto il necessario per sviluppare il progetto. La parte creativa e artistica è stata generata dai miei studi sulla progettazione delle sculture degli spazi degli ambienti».

Uno scambio molto intenso che ha unito un’idea artistica alla spazzatura recuperata dall'hotel. «I materiali scelti vengono esposti in un luogo che di solito non è consone per sviluppare un ideale del genere. È una provocazione». 

I materiali vengono trasformati - La scelta di un’arte impegnata volta a sensibilizzare e incentivare una presa di coscienza maggiore, ha radici profonde nel percorso formativo della giovane artista ticinese. «Ho studiato botanica e arte floreale, è già un impegno importante da parte mia attraverso la natura». Un pensiero riprodotto con forza nell'esposizione ETRA.

«La sensibilizzazione di riutilizzare le risorse che abbiamo e che ci dà la terra. Il vetro per esempio è una sostanza che viene ricavata dalla sabbia. Oppure le ossa generano vita e sono fondamentali per il nutrimento del terreno. Ho intrapreso un inteso lavoro di riciclo per permettere le risorse di generare altre risorse. Perché dobbiamo ricordarci che sono limitate». 

La realizzazione delle opere - Rifiuti, opere d’arte, materiale di scarto e installazioni scultoree, Maddalena ci aiuta a sciogliere questo groviglio apparentemente contraddittorio. «Solitamente quando creo a livello artistico, il pensiero si focalizza sul materiale. La materia genera ispirazione. In questo settore sono andata a pescare materiali più di ogni genere. Mi sono lasciata ispirare dal tetrapak che viene gettato piuttosto che dalla carta, oppure dalle ossa che la cucina scarta».

Ogni opera è accompagnata da una breve spiegazione assieme a un qr code. La scelta di non realizzare un catalogo è dettata proprio per evitare un ulteriore utilizzo di carta. «Voglio sensibilizzare maggiormente su come sfruttare al meglio le possibilità che abbiamo, anche attraverso la tecnologia». Ma in quale opera Maddalena è riuscita a imprimere maggiormente il suo pensiero? «Tra tutte quante quella che davvero mi ha soddisfatta di più è “Natura morta”. È la prima opera che si vende all’entrata ed è prodotta da 320 chili di carta usata, proveniente dai menù del ristorante che giornalmente vengono buttati». 

«Il problema c'è e dobbiamo fare qualcosa» - Le opere sono sparse all'interno della struttura alberghiera in sei punti diversi. «Le sculture invadono gli spazi degli ospiti, la loro potenza si può percepire in maniera forte».

Le vetrine, per esempio, sono state spogliate dai loro gioielli e riempite con l’immondizia. «È stato come mettere in mostra una problematica. Nei salotti invece abbiamo spostato il mobilio per fare spazio a una montagna costruita con la plastica riciclata. Il problema del consumismo c’è e possiamo fare qualcosa. Dobbiamo solo guardare più da vicino». 

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