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Tiziano Ferro: «Inseguivo l’anonimato, ho trovato la solitudine»

Il cantante ha raccontato come il successo degli inizi l’abbia condotto alla depressione
IMAGO / Italy Photo Press
Tiziano Ferro: «Inseguivo l’anonimato, ho trovato la solitudine»
Il cantante ha raccontato come il successo degli inizi l’abbia condotto alla depressione
ROMA - Tiziano Ferro è tornato in Italia per promuovere il suo ultimo album, ma la sua presenza in tv è servita soprattutto per parlare dei problemi affrontati in passato, tra cui la depressione. Il cantante ha spiegato come il disturbo...

ROMA - Tiziano Ferro è tornato in Italia per promuovere il suo ultimo album, ma la sua presenza in tv è servita soprattutto per parlare dei problemi affrontati in passato, tra cui la depressione. Il cantante ha spiegato come il disturbo si sia presentato dopo i primi successi della sua carriera, quando è diventato un personaggio famoso. «Dicevo che ero felice, ero molto grato e sentivo quella gratitudine come qualcosa che spingeva il mio cervello e il cuore verso quest'obbligo morale di esserci e non lamentarmi, non potevo neanche dire come stavo - ha detto Ferro, ospite della trasmissione tv “Verissimo” -. Sapevo che era una cosa che non capitava a tutti e mi sentivo inadeguato. Faccio canzoni, divento popolare, cosa strana per me, in più sei un cantante pop, giovane e cominciano a dirti che sei bello e bravo e io non riuscivo a crederci e mi sentivo fuori luogo».

Il problema è poi peggiorato quando l’artista ha lasciato l’Italia, prima per il Messico e poi per trasferirsi in Inghilterra. «Dopo il Messico ho preso il diploma di laurea e avevo capito che il mio pensiero libero poteva esistere soltanto lontano dalla popolarità e visto che anche in Messico ero diventato popolare, mi sono trasferito in Inghilterra - ha raccontato Ferro -. Quello, però, è stato un capitolo meno edificante perché non ho fatto amicizie, non andavo a scuola, ho toccato la punta più bassa: quell'anonimato è diventato obbligo alla solitudine e non riuscivo più a guardarmi allo specchio».

Una situazione peggiorata dall’interesse pubblico per i suoi gusti sessuali: «Tutti mi chiedevano con chi stavo, chi volevo, ogni intervista era angosciosa perché sapevo che mi avrebbero fatto quella domanda - ha confessato il cantante -. Mi sentivo di nuovo in terza media, pensavo che sarebbe diventata di nuovo la cosa che o avrebbe iscritto all'albo degli sfigati: avevo paura e mi sentivo difettato e l'Inghilterra ha fatto diventare legge l'idea della solitudine. Lì è esploso, in peggio, il mio rapporto col bere e con l’alcol, questo annichilimento della mente». Annichilimento che ha portato Ferro a fare pensieri suicidi e che è stato superato grazie alla terapia e all’amore delle persone a lui vicine.  

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