Simone Pellicioli/Deposit
Simone Pellicioli con due libri della trilogia de "Il Signore degli Anelli"
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30.06.2020 - 06:000

Al parco Ciani con Tolkien: «Non è solo per i "nerd"»

Incontro «a 360 gradi» sull'autore de "Il Signore degli Anelli" e sulla nuova, controversa traduzione della trilogia.

LUGANO - Dopo una complicata disputa tra la casa editrice e la vecchia traduttrice e tra quest’ultima e il nuovo traduttore, lo scorso anno è stata pubblicata la nuova controversa traduzione italiana de “Il Signore degli Anelli” (“La Compagnia dell’Anello”), che è stata seguita quest’anno dal secondo volume della trilogia (“Le Due Torri”). In attesa de “Il Ritorno del Re”, in uscita in luglio, l’esperto di Tolkien e docente di italiano alle medie di Massagno Simone Pellicioli parlerà della nuova edizione e di molto altro in un incontro «a 360 gradi» sul mondo del grande autore britannico.

Avrà luogo mercoledì 1° luglio alle 18 al Boschetto del Parco Ciani a Lugano o, in caso di cattivo tempo, nella Biblioteca Cantonale. Master in Letteratura e filologia e in Scienze dell’educazione a Friborgo, Pellicioli ci ha spiegato cosa attenderci da questo evento organizzato nell’ambito della rassegna del LongLake Festival “Incontra uno scrittore al parco”.   

Dobbiamo aspettarci una conferenza su Tolkien o qualcosa di diverso?
«Sarà un incontro-intervista moderato da Luca Saltini in cui si parlerà di J.R.R. Tolkien e del suo mondo a 360 gradi. Discuteremo della nuova traduzione, ma anche degli ultimi libri che ha pubblicato suo figlio, Christopher, che è deceduto proprio quest’anno e ha portato avanti un importante lavoro di recupero dei testi del padre dopo la sua scomparsa nel 1973. Tratteremo anche del film biografico su Tolkien uscito l’anno scorso e della nuova serie TV che stanno girando. Infine, parleremo del fantasy come genere».

Che tipo di pubblico frequenta questi incontri?
«Non esiste un pubblico specifico. Tolkien è stato letto da tantissima gente quindi vengono tutti i generi di persone: gli appassionati dell’autore (che possono essere giovani o giovanissimi), ma anche persone di una certa età interessate a questo mondo letterario o più in generale amanti della letteratura». 

Che cosa pensi della nuova traduzione di Ottavio Fatica?
«Da un punto di vista affettivo e nostalgico ovviamente si è legati alla vecchia traduzione di Vittoria Alliata perché è il primo testo che abbiamo letto, è il modo in cui abbiamo scoperto “Il Signore degli Anelli”. Inoltre, ci ha abituati ai nomi dei personaggi che conosciamo. Da un punto di vista più razionale e filologico, invece, la nuova traduzione ha una marcia in più perché riprende il testo originale in modo più fedele, riproduce la varietà di registri linguistici che voleva Tolkien e modernizza il testo per i nuovi lettori». 

Il tuo giudizio finale qual è?
«La nuova traduzione, ovviamente, divide il pubblico. C’è chi si schiera nettamente per il vecchio testo e chi invece apprezza la nuova versione. Dal mio punto di vista è molto buona e Fatica è un esperto, uno dei più grandi traduttori dall’inglese. Il pregio delle nuove traduzioni è, inoltre, di riuscire a far parlare delle opere e far sì che la gente le legga o rilegga».

Ma riusciremo mai a chiamare Samvise “Samplicio”, come lo ha rinominato il nuovo traduttore?
«Eh, non lo so, penso che sarà dura. Anche per me. Quei nomi sono nell’immaginario collettivo da un bel po’. I nuovi nomi, però, sono affascinanti perché offrono lo spunto per vedere i personaggi o i luoghi da un punto di vista diverso».

Qual è la cosa che più ti ha entusiasmato e quella che più ti ha deluso della nuova traduzione?
«L’aspetto che forse mi è piaciuto di più è quello dei registri linguistici. Ora si vedono delle differenze nel modo di parlare dei diversi personaggi che prima non c’erano. Capire il lavoro di Tolkien su questo punto è molto interessante. La rinominazione di alcuni personaggi e il linguaggio a tratti molto alto e ricercato utilizzato dal nuovo traduttore, invece, non mi convincono sempre e del tutto».    

Che cos’altro ti piace della nuova edizione di Bompiani?
«Un suo pregio è riuscire a smarcare il “Signore degli Anelli” dal mondo del fantasy e consegnarlo a quello dei classici del Novecento. Lo fa grazie a una grafica e a tutto un impianto nuovi. Nel mondo anglosassone il “Signore degli Anelli” è già un classico della letteratura. In ambito italofono negli ultimi decenni è stato un po’ relegato in uno spazio per "nerd" e appassionati del genere. Questa nuova traduzione vuole farlo ulteriormente conoscere a tutti».

Simone Pellicioli
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