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Da Padova a Trieste, un viaggio lento seguendo l’acqua

Lungo l’antica idrovia: dove finiscono le strade, comincia il viaggio
Da Padova a Trieste, un viaggio lento seguendo l’acqua
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In viaggio sull’acqua
Da Padova a Trieste, un viaggio lento seguendo l’acqua

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Lungo l’antica idrovia: dove finiscono le strade, comincia il viaggio

Dal Brenta alla Laguna di Venezia, da Caorle a Marano e Grado fino al Golfo di Trieste: nove giorni seguendo antiche vie navigabili, tra ville venete, isole, casoni dei pescatori, bicicletta e piccoli borghi. Un viaggio esclusivo, con soli due ultimi posti disponibili a bordo.

Ci sono strade che attraversiamo ogni giorno e altre che quasi non vediamo più. Sono le strade d’acqua, per secoli arterie fondamentali per il commercio, gli spostamenti e la vita delle città. Il Veneto e il Friuli ne conservano una delle più affascinanti: un sistema di fiumi, canali e lagune che permette di viaggiare da Padova verso Venezia e poi, seguendo la Litoranea Veneta, proseguire verso Caorle, Marano, Grado e infine Trieste. È proprio questo il filo conduttore del nostro prossimo viaggio, in programma dal 19 al 27 settembre 2026. Nove giorni in cui l’acqua non sarà semplicemente parte del paesaggio, ma la vera protagonista. Per sei giorni navigheremo con un’imbarcazione privata, mentre per la notte scenderemo sempre a terra, soggiornando in alberghi lungo il percorso. A tratti lasceremo la barca per salire in bicicletta, camminare, visitare ville, città e ambienti naturali o sederci a tavola in qualche luogo particolare.

Il nostro punto di partenza è Padova, città che merita molto più di una semplice sosta. Prima di salire a bordo avremo il tempo di immergerci nella sua storia: la Basilica di Sant’Antonio, il grande Prato della Valle, le piazze del centro e soprattutto l’Università, fondata nel 1222 e tra le più antiche d’Europa. Padova ha però anche un volto legato profondamente all’acqua. Dal Portello e attraverso il Piovego si entrava in quel sistema navigabile che per secoli mise in comunicazione la città con Venezia. Merci, persone, pietre, legname e prodotti agricoli viaggiavano lentamente verso la laguna. L’acqua era l’autostrada del tempo. È da qui che inizieremo simbolicamente a seguire le tracce di quel mondo.

Lasciata Padova, la navigazione entra in uno dei paesaggi culturali più straordinari del Veneto: la Riviera del Brenta. Tra il XVI e il XVIII secolo le grandi famiglie patrizie veneziane fecero costruire lungo queste rive decine di residenze di campagna. La Riviera divenne così una sorta di prolungamento del Canal Grande, immerso però nel verde. I nobili raggiungevano le loro dimore navigando sui celebri burchielli, eleganti imbarcazioni che, nei tratti più difficili, potevano essere trainate da cavalli lungo le rive. Conche di navigazione e ponti mobili permettevano di superare i dislivelli e continuare il viaggio. Oggi navigare qui significa osservare il paesaggio alla velocità giusta. Le ville appaiono una dopo l’altra dietro giardini e grandi alberi: Villa Pisani a Stra, monumentale testimonianza della potenza di una delle più importanti famiglie veneziane, e Villa Foscari, la celebre “Malcontenta”, capolavoro di Andrea Palladio, sono soltanto due dei nomi che accompagnano questa straordinaria strada d’acqua. Il bello è proprio il punto di osservazione: dal fiume il paesaggio torna ad avere la prospettiva per la quale era stato pensato.

Avvicinandosi alla laguna cambia tutto. L’orizzonte si allarga, l’acqua diventa salmastra, compaiono barene e canali. Venezia non è soltanto una città costruita sull’acqua: è il centro di un enorme ecosistema che per secoli ha vissuto in simbiosi con essa.
Il nostro viaggio si concentra soprattutto sulla Laguna Nord e sulle sue isole. Murano racconta la storia millenaria del vetro; Burano appare da lontano con le sue case dai colori vivissimi; Torcello ci riporta invece alle origini della presenza veneziana in laguna, in un ambiente oggi quasi sospeso nel tempo. Tra un’isola e l’altra navigheremo accanto alle barene, terre basse periodicamente sommerse dalle maree e fondamentali per l’equilibrio ecologico della laguna. È un paesaggio apparentemente vuoto, ma in realtà ricchissimo di vita. Ed è proprio qui che il viaggio cambia nuovamente carattere.

Da Venezia verso est imboccheremo la Litoranea Veneta, l’antica via navigabile interna che, attraverso un mosaico di canali, fiumi e lagune, corre parallelamente alla costa dell’Alto Adriatico. Era una soluzione ingegnosa: permetteva alle imbarcazioni di spostarsi evitando, per lunghi tratti, il mare aperto. Ancora oggi la Litoranea collega ambienti diversissimi tra loro, passando dal Sile al Piave, dalla Livenza al Lemene e al Tagliamento e proseguendo poi verso le lagune friulane. Non è una crociera tradizionale. È piuttosto un piccolo viaggio di esplorazione. A bordo di un’imbarcazione privata possiamo fermarci, osservare, scendere a terra e alternare la navigazione alla bicicletta. Una delle tappe ci porterà proprio in bici attraverso la campagna, con una sosta presso l’azienda agrituristica Il Noceto, dove avremo modo di conoscere e degustare alcuni prodotti del territorio. Poi l’acqua ci condurrà verso Caorle.

Caorle conserva ancora l’impronta dell’antico borgo marinaro. Le calli, le case colorate, il Duomo millenario e soprattutto il caratteristico campanile cilindrico ricordano immediatamente la vicinanza culturale con Venezia. Ma per capire veramente questo territorio bisogna tornare sull’acqua e addentrarsi nella sua laguna. Qui sopravvivono i casoni, le tradizionali costruzioni dei pescatori realizzate con legno e canna palustre. Per generazioni furono luoghi di lavoro e di vita, rifugi semplici in perfetta sintonia con l’ambiente circostante. Durante il nostro viaggio avremo la possibilità di vivere uno di questi luoghi in maniera particolare, fermandoci per il pranzo in un casone. Non sarà semplicemente una tappa gastronomica, ma un modo per avvicinarsi a una cultura che ha fatto dell’acqua, della pesca e della laguna il proprio universo quotidiano. Completeremo la giornata con la scoperta dell’area naturalistica di Vallevecchia, prima di proseguire verso Bibione.

Continuando verso est il paesaggio diventa sempre più naturale. Navigheremo lungo il fiume Stella, entrando in uno degli ambienti umidi più preziosi dell’Alto Adriatico.
Qui il ritmo del viaggio rallenta ancora. Canneti, corsi d’acqua sinuosi, velme e barene formano un ambiente straordinario per l’avifauna. Il fiume accompagna lentamente verso la laguna e verso Marano Lagunare, borgo che conserva una fortissima identità legata alla pesca. Marano è uno di quei luoghi che sembrano vivere ancora rivolti verso l’acqua. Il porto, le imbarcazioni, le case e le tradizioni gastronomiche raccontano un rapporto con la laguna che continua ancora oggi. Da qui proseguiremo verso Grado, altra città dalla sorprendente atmosfera veneziana. Passeggiando nel centro storico, tra calli e campielli, è facile dimenticare per qualche momento di trovarsi in Friuli Venezia Giulia.

Negli ultimi giorni cambieremo ancora prospettiva: davanti a noi si aprirà progressivamente il Golfo di Trieste. Dopo tanti giorni trascorsi seguendo corsi d’acqua protetti, canali e lagune, l’arrivo verso Trieste avrà quasi il sapore di un piccolo traguardo geografico. Trieste è la conclusione perfetta di questo itinerario. Se Padova rappresenta la grande città della terraferma veneziana, Trieste racconta un altro mondo: quello mitteleuropeo e asburgico, aperto verso l’Adriatico e per secoli punto d’incontro tra culture italiane, slave e germaniche. Piazza Unità d’Italia affacciata sul mare, il Molo Audace, i caffè storici, gli eleganti palazzi e il Castello di Miramare ci accompagneranno nell’ultima giornata di visite.

Poi sarà tempo di prendere la strada del ritorno verso il Ticino, con una sosta a Brescia per spezzare il viaggio e aggiungere un’ultima pagina culturale al nostro itinerario.

Ciò che rende particolare questo viaggio è soprattutto la sua varietà. In nove giorni passeremo dalla città d’arte al fiume, dalle ville aristocratiche alla laguna, dai casoni dei pescatori ai piccoli borghi, dalla bicicletta alla barca, fino al mare aperto. Non abbiamo scelto una grande nave e neppure un itinerario convenzionale. Per sei giorni avremo a disposizione una barca privata, mentre ogni sera pernotteremo a terra. Questo ci permette di mantenere la dimensione intima del viaggio e, allo stesso tempo, di conoscere da vicino i luoghi attraversati. È anche un modo per riscoprire il piacere del viaggio lento. Su queste acque non conta soltanto dove si arriva. Conta ciò che scorre accanto alla barca: una villa che appare dietro gli alberi, un ponte che si apre, un pescatore, un airone tra i canneti, una bicicletta che ci aspetta sulla riva, una trattoria o un casone dove fermarsi per pranzo.

Da Padova a Trieste seguiremo così un filo liquido che per secoli ha unito città e territori.
E forse è proprio questa la cosa più affascinante: scoprire che dietro le strade trafficate e le località balneari dell’Alto Adriatico esiste ancora un’altra geografia. Più silenziosa, più lenta e molto più antica.

Il viaggio “Storica Idrovia Veneta – da Padova a Trieste” si svolgerà dal 19 al 27 settembre 2026. Il programma comprende il viaggio in treno/bus dal Ticino e ritorno, sei giorni di navigazione con imbarcazione privata, pernottamenti in alberghi 3/4 stelle, escursioni, pensione completa secondo programma e accompagnamento durante tutto il viaggio.
Il gruppo è ormai praticamente completo: restano soltanto due ultimi posti disponibili. Un’ultima occasione, dunque, per salire a bordo e scoprire con noi il Veneto e il Friuli da una prospettiva insolita: seguendo l’acqua, lentamente, fino a Trieste.

Testo a cura di Claudio Rossetti


Questo articolo è stato realizzato da Progetti Rossetti, non fa parte del contenuto redazionale.

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