Libertà d'espressione in Europa: Winston Marshall denuncia un aumento delle restrizioni

L'ex musicista dei Mumford & Sons, oggi podcaster e attivista, ha denunciato, nel corso della quarta edizione del Plan ₿ Forum di Lugano, quella che considera «la deriva autoritaria europea»: dal caso svizzero Brünisholz ai 12mila arresti annuali in UK. «Bitcoin rimane l'ultimo territorio di libertà»
Ex suonatore di banjo dei Mumford & Sons - celebre e pluripremiato gruppo folk-rock britannico - diventato podcaster e attivista per la libertà d'espressione dopo aver lasciato la band nel 2021, in seguito alle polemiche nate dopo aver lodato sui social il libro di un giornalista conservatore. Winston Marshall è salito sul palco principale del Plan ₿ Forum di Lugano - lo scorso ottobre, nel corso della quarta edizione della rassegna - per un intervento dal titolo “Freedom of speech in Europe”. Le sue prime parole ne hanno esplicitato subito la tesi di fondo: «Bitcoin rappresenta la libertà», ha affermato Marshall, che oggi conduce "The Winston Marshall Show". Secondo lo speaker, l'invenzione di Satoshi Nakamoto si caratterizza come la cornice ideale per denunciare quella che considera una deriva autoritaria del continente europeo.
Il caso Brünisholz
Il primo caso citato da Marshall riguardava proprio la Svizzera. E nello specifico Emanuel Brünisholz, riparatore di strumenti a fiato di Burgdorf, che il 2 dicembre 2025 - quindi dopo il Forum - ha iniziato a scontare dieci giorni di prigione per un commento pubblicato su Facebook due anni prima. Il contenuto del suo commento? Ha scritto, rispondendo a un Consigliere Nazionale dell’UDC, le seguenti parole: «Se disseppellite persone LGBTQI dopo 200 anni, dai loro scheletri troverete solo uomini e donne. Tutto il resto è una malattia mentale veicolata attraverso i programmi scolastici». Brünisholz è stato condannato per incitamento all'odio: multa di 500 franchi più 600 per le spese processuali. Ha rifiutato di pagare e per questo è poi finito in carcere. Commentando il caso, Marshall ha affermato che la vicenda dimostrerebbe che «la Svizzera non è più neutrale, ma ha scelto di schierarsi dalla parte dell'autoritarismo».
Lo scenario nel Regno Unito e in Germania
Ma è sul Regno Unito - il suo paese d’origine - che Marshall si è focalizzato maggiormente, citando un dato che ha scosso il pubblico: nel 2023, ci sono stati 12.000 arresti legati a reati connessi a comunicazioni online, cioè una media di 30 arresti al giorno (in Inghilterra e Galles). Marshall ha poi messo in luce un elenco di casi che ha scelto di citare per meglio descrivere uno scenario a suo giudizio preoccupante: il comico Graham Linehan, arrestato da cinque poliziotti armati all'aeroporto di Heathrow per tre pubblicazioni - ritenute dalle autorità britanniche forme d'incitamento alla violenza - su X riguardanti i transgender. Lucy Connolly, moglie di un consigliere conservatore, condannata a 31 mesi di prigione per un tweet (cancellato dopo poche ore) in cui, sull'onda emotiva degli omicidi di Southport, aveva scritto, riferendosi a strutture che ospitavano richiedenti asilo: «Deportazione di massa ora, date fuoco a tutti i maledetti hotel». E poi Adam Smith-Connor, veterano dell'esercito di 51 anni, condannato per aver pregato in silenzio per circa tre minuti davanti a una clinica per aborti, violando una "buffer zone" - zona cuscinetto che vieta determinate attività entro un certo perimetro - stabilita dalle autorità locali. Dal 2014, ha aggiunto Marshall, «sono stati registrati oltre 250.000 non-crime hate incidents - episodi ritenuti potenzialmente offensivi ma che non costituiscono reato, ndr - nel Regno Unito, incluso il caso di una bambina segnalata per aver detto che una compagna di classe “puzzava di pesce”».
La Germania, stando a quanto affermato dal protagonista del panel, non sarebbe da meno: secondo dati del German Federal Crime Office citati da Marshall, nel 2024 sarebbero stati registrati «10.732 crimini legati alla libertà d'espressione online». Lo speaker, in riferimento alla nazione tedesca, ha poi citato il caso di un pensionato di 64 anni che ha subito una perquisizione domiciliare per aver pubblicato un meme offensivo nei confronti del vicecancelliere Robert Habeck. Un altro connazionale, infine, si è visto costretto a pagare una multa di 5.000 euro per aver insultato un giudice che aveva dato una pena a suo dire leggera a un siriano che aveva violentato una ragazza di 15 anni. Multa che - ha sottolineato Marshall - era quasi il doppio di quella inflitta allo stupratore. Il relatore, a questo punto, ha condiviso una prospettiva più ampia, estendendo la linea temporale verso il passato: ha ricordato, così, che nel Regno Unito sono state prodotte leggi contro la blasfemia fino al 2008, citando Galileo, Socrate e l'Inquisizione spagnola. «Fu proprio il terribile record europeo a ispirare James Madison quando scrisse il Primo Emendamento nel 1789», ha sottolineato.
Bitcoin, l'ultimo territorio di libertà
Ma Marshall ha chiuso il suo intervento con una nota di speranza rispetto a quella che ritiene una censura utile a proteggere il potere, citando proprio l’inventore di Bitcoin: «Satoshi Nakamoto ha esplicitato la sua convinzione che, grazie alla crittografia, avremmo potuto vincere una battaglia importante per guadagnare un nuovo territorio di libertà per diversi anni. Ricavandolo, possiamo garantirci appigli per combattere a favore di essa anche in altri ambiti». E ha concluso: «Non sappiamo come saranno gli autoritari del futuro, ma possiamo prevedere con certezza che ci saranno. E, mentre veniamo trascinati in questo nuovo futuro distopico, dobbiamo aggrapparci a ogni piccolo pezzo di libertà che riusciamo a raggiungere».
I video integrali dei panel della principale rassegna Bitcoin in Europa sono disponibili sul canale Rumble ufficiale della conferenza, che tornerà per la quinta edizione il 23 e 24 ottobre 2026.







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