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AvanTIUn dito artificiale in grado di riconoscere i materiali che tocca

23.09.22 - 08:00
Il dito-robot può individuare i materiali con il 90% di precisione e sarà utile per automatizzare i processi industriali
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Un dito artificiale in grado di riconoscere i materiali che tocca
Il dito-robot può individuare i materiali con il 90% di precisione e sarà utile per automatizzare i processi industriali

Un team di ricercatori del Beijing Institute of Nanoenergy and Nanosystems, in Cina, ha realizzato un dito-robot in grado di riconoscere diversi materiali con almeno il 90% di precisione. L’innovativa tecnologia potrebbe essere utile a livello industriale per automatizzare alcuni processi come il controllo qualità o lo smistamento della merce. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances.
Bisogna dire che esistono già dei sensori capaci di ottenere informazioni su alcune qualità della superficie di un materiale, come ad esempio la temperatura o la pressione, ma sono veramente rari quelli in grado di riconoscere altre caratteristiche come la tipologia o la ruvidità.
A questo proposito, il nuovo dito artificiale creato dagli scienziati cinesi riesce a identificare il tipo di materiale che sta toccando grazie a dei sensori triboelettrici, cioè sensori che testano la capacità della superficie di prendere o rilasciare elettroni, e alla sua capacità di riconoscerne la ruvidità.
Sperimentato su centinaia di campioni di 12 materiali diversi tra cui legno, vetro, plastica e silicone, il dito-robot ha risposto con una precisione in media del 96,8%, e comunque mai inferiore al 90%.
Il dito, nello specifico, è composto da quattro piccoli sensori quadrati, ognuno fatto di un diverso polimero di plastica, selezionati in base alle loro proprietà elettriche. Quando il sensore si avvicina a un oggetto gli elettroni di ogni quadrato interagiscono con la superficie in diversi modi, che vengono misurati. La risposta viene quindi trasmessa a uno schermo a LED, dove compare il nome del materiale rilevato.
Utilizzato in campo industriale, questo processore potrebbe essere connesso direttamente a un meccanismo di controllo della produzione. «Queste dita intelligenti potrebbero aiutare i robot a controllare se i prodotti rispettano gli standard di qualità, in termini di composizione e struttura superficiale», ha affermato Zhou Li, uno degli autori della ricerca. In questi casi, tuttavia, il dito potrebbe funzionare meglio se il suo uso venisse abbinato a quello di altri sensori in grado di rilevare diverse caratteristiche della superficie, come i margini o l’attrito.
Per quanto riguarda invece l’applicazione di queste innovative dita per realizzare protesi artificiali o per ricostruire parte di un arto umano, alcuni ricercatori lo riterrebbero alquanto inutile.
Secondo Tamar Makin dell’Università di Cambridge, ad esempio, queste dita robotiche funzionerebbero molto bene ma sarebbe quasi uno spreco di tecnologia. «Una persona con una mano amputata non ha bisogno di strumenti tanto sofisticati per riconoscere un materiale», ha dichiarato Makin. Alla persona, infatti, basterebbe l’esperienza di vita e l’aiuto dell’altra mano per riconoscere immediatamente la superficie che sta toccando.

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