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CINA
27.04.2022 - 08:000

La Cina produrrà 450 GW di energia rinnovabile nel deserto

La Cina ha annunciato la costruzione d'impianti eolici e fotovoltaici nel deserto del Gobi per 450 gigawatt.

PECHINO - A livello globale la Cina domina ormai da anni nel mercato della produzione di energia rinnovabile. A fine 2021 ha installato 306 gigawatt (GW) di capacità di energia fotovoltaica e 328 GW di eolico. Il presidente Xi Jinping si è inoltre impegnato a portare la capacità eolica e solare totale ad almeno 1.200 GW e a limitare così le emissioni di carbonio entro il 2030.

Ora, secondo quanto comunicato dall’Agenzia di stampa Reuters, nell’ambito dei propri programmi per soddisfare gli obiettivi climatici, il colosso asiatico ha in programma di aumentare la sua produzione di energia rinnovabile e prevede di ottenere ulteriori 450 GW di capacità di energia solare ed eolica creando impianti di ultima generazione nel deserto del Gobi e nelle sue aree limitrofe.

Il deserto del Gobi si estende per oltre 3.600 chilometri nel cuore del continente asiatico, lambendo la parte settentrionale della Cina e distendendosi in dune di sabbia gialla costituita da frammenti di quarzo, calcite, idrossidi di ferro e sostanze argillose. Un ambiente decisamente inospitale, insomma, che la Cina vuole sfruttare realizzando un insieme d'impianti eolici e solari dalle dimensioni gigantesche.

«La Cina è impegnata a costruire l’impianto di generazione di energia solare ed eolica più grande al mondo, con una capacità di 450 GW, nel deserto del Gobi», ha riferito He Lifeng, il direttore della National Development and Reform Commision (NDRC) cinese, presentando l’ambizioso progetto a margine del Congresso Nazionale del Popolo.

L’obiettivo finale di Pechino, come detto, è quello di ottenere energia dal sole e dal vento per un totale di 1.200 GW entro il 2030. I 450 GW previsti nel deserto del Gobi, quindi, daranno una spinta rilevante per l’ottenimento di tale traguardo. Attualmente sono già in fase di realizzazione 100 GW di capacità solare nelle aree del deserto individuate per la costruzione dei nuovi impianti.

Da un punto di vista ambientale, tuttavia, è importante sottolineare che l’impatto non può essere realmente azzerato perché gli impianti a carbone restano comunque necessari per collegare queste strutture alla rete di distribuzione e per garantire continuità anche in caso di condizioni climatiche sfavorevoli per l’assorbimento e lo stoccaggio dell’energia.

Il presidente Xi Jinping ha quindi confermato l’importanza, per l’approvvigionamento energetico del paese, delle centrali elettriche a carbone ad alta efficienza e delle linee di trasmissione dell’elettricità ad altissima tensione per garantire il funzionamento delle reti e infrastrutture, ribadendo che il carbone rimarrà comunque la principale fonte di energia nazionale per un periodo considerevole.

A ogni modo, con questo nuovo progetto e basandosi su un mix di sistemi di approvvigionamento provenienti in parte da fonti rinnovabili e in parte da fonti non rinnovabili, la Cina sembra aver intrapreso la strada giusta per diminuire significativamente entro i prossimi anni le emissioni di CO2 in atmosfera.

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