AlimenTIamoci correttamenteIpotiroidismo: sintomi, cause e cure

19.01.23 - 08:00
L’ipotiroidismo è una situazione clinica, data da una scarsa produzione di ormoni da parte della tiroide.
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Ipotiroidismo: sintomi, cause e cure
L’ipotiroidismo è una situazione clinica, data da una scarsa produzione di ormoni da parte della tiroide.

Questa patologia si riscontra soprattutto tra le donne oltre i 60 anni d’età.

Cosa fa la tiroide?

La tiroide è una ghiandola che si trova nella parte anteriore del collo, adibita alla produzione di due ormoni, la tiroxina e la triiodotironina. Questi due ormoni sono tenuti sotto controllo dall’ormone tireostimolante, che viene rilasciato dall’ipofisi, una ghiandola posta nel cranio.

Gli ormoni tiroidei svolgono diverse funzione nell’organismo, come regolare i processi metabolici, la respirazione, il battito cardiaco, la temperatura corporea, lo sviluppo del sistema nervoso centrale e la crescita corporea.

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Quali sono i sintomi dell’ipotiroidismo?

L’ipotiroidismo che si manifesta in età infantile, provoca un ritardo nella crescita e nello sviluppo nel sistema nervoso centrale, per questo i sintomi sono molto più evidenti rispetto ad un adulto. Negli adulti inoltre l’ipotiroidismo di sviluppa molto più lentamente.

I sintomi possono essere:

    • affaticamento
    • una maggiore sensibilità al freddo
    • stitichezza
    • pelle secca
    • aumento di peso
    • viso gonfio
    • raucedine
    • debolezza e dolori muscolari
    • rigidità, gonfiore o dolore alle articolazioni
    • ipercolesterolemia
    • ciclo mestruale irregolare nelle donne
    • perdita dei capelli
    • bradicardia
    • depressione
    • alterazioni della memoria
    • accumulo di liquidi nei tessuti.

 

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Quali sono le cause dell’ipertiroidismo?

Le cause dell’ipotiroidismo possono essere:

    • Un deficit di iodio, in quanto gli ormoni tiroidei funzionano grazie allo iodio presente nella loro struttura chimica. In questo caso la tiroide si ingrandisce per poter compensare la mancanza di alcuni ormoni tiroidei e forma il cosiddetto gozzo. Se questa condizione persiste nel tempo, si può arrivare ad una diagnosi di ipotiroidismo. Questo quadro clinico si verifica soprattutto nei paesi meno sviluppati in cui si assumono pochi alimenti ricchi di iodio.
    • Le tiroiditi, come la tiroidite cronica autoimmune o la tiroidite di Hashimoto. Queste malattie autoimmuni sono causate da un errore del sistema immunitario che va a danneggiare le cellule tiroidee, oppure possono essere causate da un’infezione virale.
    • L’asportazione della tiroide, se si presentano noduli, tumori o una condizione di ipertiroidismo.
    • Dei danni all’ipofisi, che compromettono la produzione dell’ormone tireostimolante.

Ci sono dei fattori genetici che influiscono negativamente sulla tiroide e sono:

    • Il sesso, infatti le donne sono maggiormente colpite;
    • L’ età, soprattutto oltre i 60 anni;
    • La presenza di problemi tiroidei già in età infantile o durante il periodo della gravidanza.

Come si diagnostica l’ipotiroidismo?

Il medico dopo aver effettuato un’anamnesi del paziente, effettua anche una palpazione della tiroide, in modo da verificare se vi sia una variazione delle dimensioni, della forma e della consistenza della tiroide e la presenza di gozzi o noduli.

Successivamente vengono prescritti degli esami del sangue per rilevare i valori della tiroxina e della triiodotironina.

Se la tiroxina è bassa, ma i valori dell’ormone tireostimolante sono alti allora si è in presenza di una condizione di ipotiroidismo.

Se invece il medico sospetta che la causa del malfunzionamento della tiroide sia una tiroidite, allora potrebbe somministrare degli anticorpi specifici.

Qualora, dopo tutti questi esami, il quadro clinico non fosse ancora chiaro il medico potrà prescrivere un’ecografia per esaminare la struttura e le dimensioni della tiroide, e verificare se vi siano noduli o gozzi.

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Come si cura l’ipotiroidismo?

Il medico che diagnostica l’ipotiroidismo in uno stadio avanzato, prescrive l’assunzione dell’ormone tiroideo T4 (levotiroxina), che ha il compito di ripristinare la situazione iniziale ed eliminare i sintomi dell’ipotiroidismo.

Tuttavia bisogna prestare molta attenzione al dosaggio di questo ormone, in quanto un eccesso può portare a:

    • battito cardiaco irregolare
    • crampi muscolari
    • vomito
    • diarrea
    • perdita di peso
    • problemi di sonno
    • mal di testa
    • aumento della sudorazione

Alimentazione da seguire in presenza di ipotiroidismo

Nel caso in cui il medico diagnostichi un ipotiroidismo iniziale, si potranno apportare modifiche all’alimentazione prima di cominciare ad assumere farmaci tiroidei.

In particolare se la causa dell’ipotiroidismo è un deficit di iodio, allora basterà assumere sale iodato e alimenti come i cavoli, i broccoli, la soia, i semi di lino, le rape, il pesce di mare, le alghe, i molluschi e il miglio che sono ricchi di questo minerale.

Bisogna inoltre prestare attenzione a non esagerare con le fibre in quanto si potrebbe compromettere l’assorbimento degli ormoni tiroidei sintetici a livello intestinale.

Recenti studi hanno riscontrato una condizione di stitichezza nei soggetti affetti da ipotiroidismo. Questi ultimi pensando di non assumere abbastanza fibre per agevolare la motilità intestinale, esagerano e aggravano il loro quadro clinico sia dal punto di vista della tiroide che dal punto di vista della salute intestinale.

 

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