Keystone
Geoffrey Berman
STATI UNITI
20.06.2020 - 22:260
Aggiornamento : 22:58

Trump ha licenziato il procuratore di Manhattan che sta indagando sul suo entourage

Geoffrey Berman aveva fatto condannare Cohen e stava indagando su Giuliani e l'Ucraina-gate

Trump, dal canto suo, nega: «Non l'ho deciso io»

NEW YORK - Donald Trump ha licenziato il procuratore di Manhattan Geoffrey Berman, che si era rifiutato di dimettersi. Lo ha reso noto il ministro della giustizia William Barr, accusandolo di aver «scelto lo spettacolo pubblico anziché il servizio pubblico».

«Per aver dichiarato di non avere alcuna intenzione di dimettersi, ho chiesto al presidente di rimuoverlo oggi, e così ha fatto», ha spiegato. Barr ha aggiunto che il vice di Berman, Audrey Strauss, subentrera al suo posto fino alla - possibile, ma comunque assolutamente delicata - nomina di un sostituto.

Il tentativo di rimuovere l'avvocato newyorkese era iniziato nella tarda nottata di ieri con l'annuncio delle sue dimissioni da parte di Barr, poi negato prontamente da Berman.

Chi è Geoffrey Berman - Il procuratore di New York è da tempo ben noto a Trump e al suo staff. Sta attualmente indagando sul ruolo di Rudolph Giuliani nell’Ucraina-gate, che aveva portato al processo di impeachment del presidente. Nel 2018 era inoltre riuscito a far incriminare, e condannare, Michael Cohen, ex-avvocato di Donald Trump. 

Dopo la richiesta di dimissioni dalla Casa Bianca, Berman oggi si era comunque presentato al lavoro oggi: «Sono qui per fare il mio lavoro», aveva detto recandosi in Procura, ai giornalisti.

Il licenziamento dall'alto del procuratore non mancherà di fare discutere, non solo per il suo valore politico ma anche per motivi di sovranità giuridica fra Washington e New York.

Trump nega: «Non l'ho deciso io» - Intervistato dai giornalisti prima di mettersi in viaggio per Tulsa (Olkahoma), dove questa notte terrà un comizio, Trump ha dichiarato di non essere coinvolto nella decisione di licenziare Berman.

«Se ne sta occupando il ministro Barr», ha spiegato il presidente, «è il suo dipartimento, non il mio. È molto capace e sa quello che fa, quindi è tutto in mano sua. Io non c'entro niente».

 

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