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SPAGNA
17.10.2019 - 08:020

Terza notte di fuoco in Catalogna: travolti due manifestanti

Il presidente Torra: «La protesta sia pacifica». Gli stessi leader separatisti catalani detenuti hanno preso le distanze dagli indipendentisti violenti

BARCELLONA - «Non ci sono giustificazioni per bruciare le auto né per qualsiasi atto di vandalismo. La protesta deve sempre essere pacifica». Lo ha dichiarato il presidente del governo catalano, Quim Torra, dopo la terza notte di fuoco a Barcellona.

«Non possiamo permettere che un gruppo di infiltrati danneggino l'immagine dell'indipendentismo», ha aggiunto Torra attribuendo così la responsabilità delle violenze - seguite alla condanna al carcere dei leader indipendentisti - a gruppi estranei. Anche gli stessi leader separatisti detenuti hanno preso le distanze su Twitter.

Almeno 41 persone sono rimaste ferite negli scontri, di cui 28 a Barcellona e 5 a Girona. Tre persone sono invece state arrestate a Madrid, dove si è svolta una manifestazione di solidarietà con i leader catalani condannati alla quale hanno partecipato 500 persone.

Nella serata di ieri gli scontri sono arrivati dopo una manifestazione pacifica che ha visto in strada migliaia di manifestanti. La polizia ha cercato di contenere centinaia di giovani vestiti in abiti scuri e con il volto coperto - spesso anche con caschi - che hanno bruciato auto e cassonetti, lanciato pietre e bottiglie e per la prima volta anche molotov e acidi. 

Anche nella città portuale di Tarragona, la situazione è sempre più fuori controllo. Diversi video che stanno circolando nella rete mostrano uno scontro molto duro fra polizia e manifestanti: tre camionette hanno travolto alcuni cassonetti lasciati in mezzo alla strada come barricata coinvolgendo due persone che sono rimaste ferite a terra. Secondo il quotidiano catalano «La Vanguardia», un manifestante è stato colpito da un furgone, l'altro è stato colpito da un container. Manca ancora una conferma ufficiale dell'incidente.

Come riporta Afp, la Catalogna è divisa sulla questione dell'indipendenza. Secondo l'ultimo sondaggio pubblicato a luglio dal governo di Quim Torra, il 44% è favorevole e il 48,3% è contrario. Nate dalla frustrazione di una parte del movimento per l'indipendenza, due anni dopo il fallito tentativo di secessione, queste lotte di strada segnano una svolta per il movimento separatista, che si vanta di essere non violento.

keystone-sda.ch/STF (Bernat Armangue)
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