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Migliaia di donne scappate dalla Corea del Nord sono finite nelle mani della malavita cinese e costrette a prostituirsi.
CINA
21.05.2019 - 06:000

Dalla fame nordcoreana all'abisso del cybersesso

È la drammatica storia di molte ragazze scappate in Cina e finite nelle mani della malavita

PECHINO - Migliaia di ragazze e donne fuggite dalle privazioni della Corea del Nord vengono intercettate dalla malavita cinese e sono vendute come schiave sessuali. È la denuncia dell'organizzazione non governativa Korea Future Initiative, secondo cui i profitti annuali derivanti da questo traffico si aggirano intorno ai 105 milioni di dollari annui. 

L'autore del rapporto ha dichiarato alla Fondazione Thomson Reuters che «le vittime vengono fatte prostituire per 30 yuan (poco più di 4 franchi svizzeri, ndr) o vendute come spose per 1¦000 yuan». Altre ancora affollano i bordelli del nordest della Cina, ma molte finiscono nella rete del cybersesso: le giovani vengono assalite sessualmente davanti a una webcam, con utenti da ogni parte del mondo che pagano una tariffa per assistere allo “spettacolo”. In queste “tane”, come vengono chiamate, finiscono ragazze dai 12 ai 19 anni, ma non è raro trovare anche bambine fino a nove anni di età.

Alcune ragazze che sono riuscite a sfuggire al racket della prostituzione spiegano che ognuna di loro è stata "marchiata" con un tatuaggio: leoni o farfalle non servono per abbellire i loro corpi, ma per far capire immediatamente che sono di proprietà di un organizzazione e scoraggiare possibili rapimenti da parte di gang rivali. Molte tra di esse hanno perso la vita a causa dei ripetuti abusi e delle malattie.

 

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