Il detrito da 11 tonnellate del razzo cinese: domani il rientro in atmosfera

Alcuni residui potrebbero cadere sulla superficie terrestre. Il rientro potrebbe avvenire in una fetta molto ampia del globo, compresi Stati Uniti ed Europa centro-meridionale
WASHINGTON/PECHINO - È previsto per domani il rientro incontrollato in atmosfera del detrito spaziale ZQ-3 R/B: l'oggetto, che ha una massa totale stimata di 11 tonnellate e una lunghezza di circa 12 metri, è il secondo stadio del razzo cinese Zhuque-3 lanciato lo scorso 3 dicembre dalla startup cinese LandSpace. Secondo le ultime previsioni del programma di sorveglianza e tracciamento spaziale dell'Unione europea (Eu Sst), il detrito potrebbe rientrare intorno alle 12:04 ora svizzera, con un margine di incertezza che si aggira ancora attorno alle sette ore. Considerata l'inclinazione dell'orbita del detrito, il suo rientro potrebbe avvenire tra 57 gradi di latitudine nord e 57 gradi di latitudine sud, una fetta del globo molto ampia che include gran parte degli oceani e delle terre emerse, compresi Stati Uniti ed Europa centro-meridionale.
Il razzo Zhuque-3 è un lanciatore di nuova generazione alimentato a metano e a ossigeno liquido, progettato per essere parzialmente riutilizzabile: alto 66 metri, ha due stadi, una massa di 550 tonnellate ed è stato concepito per trasportare un carico utile di circa 10 tonnellate in orbita bassa terrestre. Nel volo inaugurale di dicembre, il tentativo di recupero del primo stadio con un atterraggio verticale (come quello del Falcon 9 di SpaceX) non è andato a buon fine: durante la manovra finale il booster è andato distrutto poco prima del touchdown. Il secondo stadio, invece, ha funzionato regolarmente, ma poi non è riuscito a mantenere una quota stabile.
«Lo ZQ-3 R/B è un oggetto di dimensioni considerevoli che richiede un attento monitoraggio", osservano gli esperti di Eu Sst. "Il suo lancio inaugurale, avvenuto il 3 dicembre 2025, sembrerebbe aver incluso un carico fittizio, che potrebbe essere rimasto agganciato al secondo stadio del lanciatore». «Dalle poche informazioni che sono disponibili sul razzo e sul suo carico fittizio usato per simulare una vera missione, possiamo dedurre che il secondo stadio abbia una massa significativa di circa 11 tonnellate», puntualizza Luciano Anselmo, esperto di dinamica spaziale e associato di ricerca presso l'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione 'A. Faedo' del Cnr (Isti-Cnr). «A differenza di altri lanciatori, pare che questo abbia il primo stadio composto per lo più di acciaio, un materiale che garantisce una maggiore resistenza alle sollecitazioni nella fase di rientro: se anche il secondo stadio fosse fatto in gran parte di acciaio, allora è probabile che delle parti sopravvivano al rientro arrivando alla superficie terrestre».



