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HONG KONGOrecchio strappato a morsi e pugnalate: 15 anni di carcere

19.04.22 - 20:30
Un 52enne che si è comportato in modo «barbaro» durante una protesta è stato condannato a diversi anni di prigione
Archivio Getty
HONG KONG
19.04.22 - 20:30
Orecchio strappato a morsi e pugnalate: 15 anni di carcere
Un 52enne che si è comportato in modo «barbaro» durante una protesta è stato condannato a diversi anni di prigione
Prima le urla su Taiwan, poi un'aggressione con coltello, e infine un orecchio strappato a morsi. La giudice: «Comportamento incomprensibile»

HONG KONG - Attimi di furia in cui ha attaccato tre persone e morso l'orecchio di un'attivista sono costati ben 15 anni di prigione ad un uomo di Hong Kong.

Lo ha sentenziato oggi la giudice della Corte Suprema Judianna Barnes, la quale ha dichiarato che il fatto «di aver staccato a morsi» parte dell'orecchio dell'attivista filo-democratico Andrew Chiu «è stato un atto barbaro» e «incomprensibile».

Il tutto è avvenuto durante le proteste che hanno scosso Hong Kong nel 2019, quando circa due milioni di residenti sono scesi in strada per protestare contro un discusso disegno di legge relativo all'estradizione ("extradition bill"), che avrebbe permesso a Pechino di estradare i latitati verso la Cina continentale, minando l'indipendenza del sistema giuridico di Hong Kong.

Il tema attorno a cui è ruotata la disputa? Taiwan. L'imputato avrebbe infatti urlato «Restore Taiwan» (Bisogna ripristinare Taiwan, ndr.) all'esterno di un centro commerciale, durante le proteste. A quel punto, il 52enne si è scagliato con un coltello contro un uomo e due donne che gli avevano chiesto perché avesse appena gridato quella frase. Durante la colluttazione è poi intervenuto Andrew Chiu per tentare di fermare l'aggressore, ma parte del suo orecchio sinistro è stata strappata da un morso.

Da quanto è emerso durante il processo, sembrerebbe che in quegli attimi l'uomo abbia cercato - invano - di raggiungere anche l'altro orecchio di Chiu, che è stato trasportato e curato in ospedale, ma i medici non sono stati in grado di riattaccare la parte del corpo strappata via. Anche altre due persone sono state ricoverate con ferite da taglio.

Secondo gli avvocati della difesa, l'imputato era sotto l'influsso dell'alcol, era stato provocato e soffriva di problemi mentali cronici. Inoltre, non voleva fare davvero del male alle vittime. Argomenti che però non hanno convinto, e non hanno quindi influito sulla decisione della giudice.

Judianna Barnes ha però ribadito che le sue gesta hanno lasciato profondi ferite - sia fisiche che psicologiche - alle vittime, e che ha agito con la consapevolezza di ciò che stava facendo.

D'altra parte, Chiu è stato da allora arrestato, come altre decine di attivisti pro-democratici, sulla base della legge cinese sulla sicurezza nazionale, volta in primis a reprimere il dissenso a Hong Kong.

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