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Non è stato rilevato al momento «nessun nesso causale» tra il vaccino AstraZeneca e i casi di trombosi segnalati nelle scorse settimane.
UNIONE EUROPEA
31.03.2021 - 21:030
Aggiornamento : 22:59

Un nesso causale tra i casi di trombosi e il vaccino di AstraZeneca «non è dimostrato, ma è possibile»

Il comitato di sicurezza dell'Ema «non ha identificato alcun fattore di rischio specifico come età o sesso»

AMSTERDAM - Il comitato per la sicurezza (Prac) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha indicato, nel corso della sua riunione odierna, che la revisione del vaccino anti-coronavirus di AstraZeneca (ora ribattezzato Vaxzevria) «non ha identificato alcun fattore di rischio specifico come età, il sesso o una precedente storia medica di disturbi della coagulazione» riguardante i rari casi di trombosi segnalati nelle scorse settimane. 

Il nesso causale

Il Prac conclude, quindi, che «un nesso causale con il vaccino non è dimostrato, ma è possibile e ulteriori analisi sono in corso». Lo scorso lunedì 29 marzo un gruppo di esperti ad hoc è stato convocato dall'Ema con lo scopo di fornire ulteriori contributi alla valutazione in corso. «Il risultato di questa riunione sarà discusso dal Prac e alimenterà la sua valutazione in corso».

La popolazione e gli operatori sanitari possono informarsi tramite il foglietto illustrativo e le comunicazioni dirette dell'Ema. «Le persone vaccinate dovrebbero essere consapevoli della remota possibilità che si verifichino questi tipi molto rari di coaguli di sangue». Se si hanno sintomi indicativi di problemi di coagulazione come descritto nelle informazioni sul prodotto, bisogna rivolgersi immediatamente a un medico e informare gli operatori sanitari della recente vaccinazione.

Sempre più benefici che rischi

L'Ema resta del parere che i benefici del vaccino AstraZeneca nella prevenzione del Covid-19, «con il rischio associato di ospedalizzazione e morte, superino i rischi di effetti collaterali». I casi di trombosi del seno venoso cerebrale rilevati finora, ha spiegato il responsabile della farmacovigilanza dell'Ema Peter Arlett, sono «44 su 9,2 milioni di dosi AstraZeneca somministrate nello spazio economico europeo».

L'Agenzia «continua a collaborare con le autorità nazionali degli Stati membri dell'Ue per garantire che vengano segnalati casi sospetti di coaguli di sangue insoliti», che vengono analizzati nella valutazione in corso del Prac, che dovrebbe emettere una raccomandazione aggiornata durante la sua riunione plenaria, tra il 6 e 9 aprile.

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