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Le autorità cinesi hanno deciso di isolare la città di Wuhan.
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CINA
24.01.2020 - 07:000
Aggiornamento : 07:51

Isolare Wuhan per bloccare il coronavirus: ha senso?

Lo stesso provvedimento è stato preso in almeno nove città. Chiude anche Disneyland Shanghai

WUHAN - Un paio di giorni fa le autorità cinesi hanno preso un provvedimento radicale per cercare di bloccare la diffusione del coronavirus che ha già ucciso almeno 25 persone: isolare Wuhan, la città dove tutto ha avuto origine.

Blocco totale dei trasporti - Lo stesso provvedimento è stato preso a Huanggang. Qualcosa di simile è stato attuato anche a Ezhou, ma anche a Chibi, Xianning, Qianjiang, Lichuan, Huangshi e Xiantao, tutte città della provincia di Hubei. In totale sono più di 20 milioni le persone che si trovano in sostanziale quarantena

Ma come si isola una città da 11 milioni di abitanti come Wuhan? Si parte dal blocco totale dei collegamenti pubblici: quindi niente autobus, treni e neppure aerei fino a nuovo ordine. Scelta logica, se si considera che i vari casi segnalati in giro per la Cina e per il mondo riguardano persone che hanno frequentato Wuhan e poi si sono spostate altrove.

Alla popolazione è stato chiesto di non muoversi senza una «ragione speciale»; sono stati creati posti di blocco lungo le principali vie di comunicazione e qui, come presso i caselli, è in azione personale medico che monitora che nessuna persona ammalata lasci la città o vi si rechi. Militari sono dislocati in gran numero alle stazioni e, dove non si è attuata la quarantena, sono state annullate le cerimonie pubbliche, come le celebrazioni per l'imminente Capodanno.

L'Organizzazione mondiale della sanità ha lodato la scelta di creare un "cordone sanitario" intorno alla città: «Quella che stanno attuando è una misura molto, molto forte e con pieno impegno» ha commentato il direttore generale Tedros Ahanom Ghebreyesus.

Funziona? - La vera questione è: si tratta di una misura realmente efficace, in questo caso come per altri? «Il problema è che abbiamo davvero poche prove che funzioni» ha dichiarato a Wired Larry Gostin, professore dell'Università di Georgetown e tra i maggiori esperti mondiali di legislazione sui temi di salute globale. «Al massimo, potrebbe ritardare per breve tempo un focolaio, ma è molto improbabile che stoppi la progressiva diffusione». 

C'è poi la questione logistica: è praticamente impossibile bloccare ogni via di accesso e uscita di una città così vasta e complessa come Wuhan. «Sarebbe praticamente impossibile, anche schierando l'intero esercito cinese» aggiunge John Spencer, professore presso un'accademia militare statunitense. «Non è possibile sigillare una città in epoca moderna. Non lo era nemmeno in passato». Strade, ferrovie e aeroporti si possono bloccare, ma non sarà possibile fermare gli spostamenti a piedi di persone che, prima o poi, potrebbero spostarsi alla ricerca di cibo e acqua, casomai i rifornimenti a Wuhan dovessero incominciare a scarseggiare.

Chiude anche Disneyland - Anche Disneyland Shanghai si ferma a scopo preventivo. «Al fine di assicurare la salute e la sicurezza degli ospiti e del nostro personale», il parco divertimenti e le attività correlate verranno temporaneamente chiusi a partire da domani, sabato 25 gennaio. «Continueremo a monitorare attentamente la situazione e restiamo in stretto contatto con il governo locale». La data di riapertura verrà comunicata quanto prima.

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