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27.09.2020 - 16:110
Aggiornamento : 19:26

Chi piange 🙁 e chi ride 😊 per l’iniziativa per la limitazione

Perdenti e vincitori a confronto sull’immigrazione moderata

BELLINZONA - Comitato Interpartitico cantonale: 😊 Soddisfatto il Comitato interpartitico cantonale sul No all’Iniziativa contro gli accordi bilaterali. Tuttavia riflettono sui risultati ticinesi. «Con il 53,1% i ticinesi hanno accettato l’iniziativa. Questo risultato non sorprende. Come detto più volte, gli Accordi bilaterali e in particolar modo l’accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC), hanno portato da un lato indubbi effetti positivi, non solo sul piano economico ma anche ad esempio nell’ambito della ricerca. Dall’altro lato hanno però fatto emergere alcune distorsioni e problematiche che alle nostre latitudini sono state più marcate. La percentuale così risicata a sostegno dell’iniziativa fa capire che, malgrado i problemi che affliggono il Ticino, i votanti hanno ben compreso l’importanza degli Accordi bilaterali, anche per la Svizzera italiana. L’iniziativa non avrebbe portato a risolvere questi problemi ma avrebbe causato ulteriori danni all’economia nazionale e cantonale».

Lega dei Ticinesi: 🙁😊 Pur constatando che l’iniziativa non è passata, la Lega dei Ticinesi si rallegra del fatto che almeno il Ticino ha votato bene. «Per l’ennesima volta, la maggioranza dei ticinesi, sostenendo l’iniziativa, ha rifiutato la devastante libera circolazione delle persone senza limiti voluta dalla partitocrazia, che ha avuto effetti deleteri sul mercato del lavoro, sulla sicurezza, sull’ambiente, sulla viabilità, sulle assicurazioni sociali,… Anche in quest’occasione, Lega e Udc si sono dimostrate le uniche forze politiche schierate dalla parte della maggioranza dei ticinesi su un tema fondamentale per il futuro del Cantone e della Nazione quale sono i rapporti tra Svizzera e UE. E per l’ennesima volta la partitocrazia euroturbo PLR-PPD-PS-Verdi - che per settimane si è prodotta, assieme ai media “mainstream” e alle lobby padronali e sindacali, in un’allarmante operazione di diffusione di “fake news” terroristiche e di lavaggio del cervello ai cittadini a sostegno della libera circolazione - è stata sconfessata dall’elettorato».

UDC: 🙁 L'UDC, il partito promotore dell'iniziativa, prende atto «con rammarico» del “no” scaturito dalle urne. «Apparentemente ha vinto la clausola ghigliottina e la popolazione - in piena crisi del coronavirus - vuole mantenere l'attuale situazione. Per l'UDC, il “no” all'iniziativa per la limitazione è un'opportunità mancata di tornare finalmente a un'immigrazione controllata e sostenibile per il nostro paese e per la nostra società». Ma l'impegno del partito non si ferma: «Poiché il mandato costituzionale di gestire autonomamente l’immigrazione non è tuttora applicato, l’UDC continuerà a impegnarsi per questo. Altrettanto, l’UDC si opporrà con determinazione contro le forze che pretendono essere il “no” all’iniziativa per la limitazione
automaticamente un “sì” all’accordo-quadro istituzionale con l’UE. L’UDC si batterà con decisione contro questo trattato di sottomissione, come pure contro qualsiasi ulteriore vincolo all’UE».

Partito Comunista: 🙁😊 Così si esprime il Partito Comunista: «Chi ha votato contro l’iniziativa popolare “per la limitazione” pensando di contrastare la xenofobia rischia di essersi illuso: il dumping salariale e la sostituzione di manodopera non diminuiranno e crescerà così la guerra fra poveri che alimenta il razzismo. Invitiamo a tal proposito i vertici nazionali dei sindacati che continuano a confidare nelle misure accompagnatorie e nella concertazione a cambiare strategia. Chi invece ha votato a favore di questa iniziativa fidandosi dell’UDC come nuova paladina dei diritti degli operai, resterà deluso nel sapere che questi campioni di nazionalismo hanno in realtà sempre votato a favore delle liberalizzazioni economiche che hanno spalancato le frontiere ai capitalisti e ai manager europei che hanno contribuito a distruggere ad esempio il nostro servizio pubblico».

Giovani UDC: 🙁 Tristezza tra i Giovani UDC che attaccano la «campagna dei contrari, basata sull’incutere incertezze, infondate paure e timori». «Oggi è una domenica nera per i giovani ticinesi: questo NO nazionale scaturito dalle urne porterà ora a un periodo d'incertezze per il futuro di noi giovani in Ticino. Infatti, la situazione status quo non è più sostenibile per la nostra generazione: con la libera circolazione sempre più giovani vivranno un periodo di disoccupazione o sceglieranno di andare a vivere e lavorare oltregottardo, dove le paghe sono decisamente migliori. Il Ticino diventerà presto un paese con stipendi da fame, dove nessuno vorrà più vivere e creare una famiglia. Non possiamo più fare finta che il problema non esista (come fanno PS, PLR e PPD), stiamo rovinando un’intera generazione e tutte quelle che seguiranno».

Forum Alternativo 😊 Soddisfatti anche quelli di Forum Alternativo che definiscono la votazione di oggi «un risultato chiarissimo che non lascia spazio a speculazioni di sorta. Malgrado le destre populiste abbiano promosso da anni campagne atte a dividere i salariati e colpevolizzare i migranti, le istanze xenofobe risultano oggi minoritarie. Ora si rafforzino i diritti e la legislazione sul lavoro e si attribuisca uno Statuto speciale al Ticino». E aggiungono: «Il contributo dato dalle forze “progressiste” e dall’insieme del movimento sindacale è stato decisivo per il conseguimento di questo risultato. Fosse stata accettata, l’iniziativa Udc ci avrebbe riportato a una Svizzera dei contingenti, con il ritorno di statuti di lavoro ignobili e più precari di quelli che conosciamo oggi e una ancora più brutale messa in concorrenza dei lavoratori. La popolazione lo ha capito e il messaggio che questo risultato ci fornisce è forte e chiaro: i diritti dei lavoratori vanno rafforzati ed il mercato del lavoro non può trasformarsi in un Far West».

OCST: 😊 Sorride anche l'OCST in merito alla libera circolazione delle persone, e avverte subito che in "Ticino ci sono problemi nel mercato del lavoro, che preoccupano molte persone e che vanno ora finalmente affrontati seriamente: parliamo dei salari, dei posti di lavoro, della discriminazione salariale per lavoratrici e frontalieri che pesano sui salari di tutti, specialmente nel settore impiegatizio. Qualche giorno fa abbiamo scritto alla Seco facendo presente queste nostre osservazioni". Inevitabile l'appello alla "responsabilità sociale di datori di lavoro e politici per una migliore regolamentazione del nostro mercato del lavoro". "Siamo sempre più convinti che è attraverso la contrattazione collettiva che si potranno ottenere dei miglioramenti in favore delle persone che lavorano in Ticino. I datori di lavoro dovranno finalmente fare la loro parte, non solo con dichiarazioni sempre rassicuranti, ma sostenendo concretamente e non contrastando i Ccl. Senza regole, la vincono gli speculatori".

MPS: 😊 Il Movimento per il Socialismo se la prende con UDC e Lega rallegrandosi che la popolazione abbia respinto la loro "logica xenofoba" e abbia invece risposto a una "esigenza di un controllo del mercato del lavoro: risposta fondamentale per la lotta al dumping. E in questa prospettiva l’unica proposta sul tappeto è quella è quella contenuta nell’iniziativa popolare depositata dal MPS a gennaio 2020, Basta con il dumping! Un’iniziativa che, lo ricordiamo, propone concrete ed applicabili misure di controllo del mercato del lavoro. Dall’invio di tutti i contratti di lavoro ad un reale istituzione di un ispettorato del lavoro dotato di un numero sufficiente di ispettori. L’iniziativa propone inoltre specifiche misure per combattere la discriminazione di genere".

PLRT: 😊 anche il PLRT è tra coloro che salutano l’esito del voto sull’iniziativa contro gli Accordi bilaterali: «indica chiaramente la strada da seguire negli anni a venire nelle relazioni con il nostro principale partner commerciale, l’Unione europea. Un no all’adesione, così come voluta dalla sinistra, ma un chiaro no all’isolamento sostenuto dalla destra». «Il risultato ticinese, con un sì comunque moderato - proseguono i Liberali Radicali -, deve portare il Cantone e la Confederazione a rispondere in modo concreto alla forte pressione sul mercato del lavoro quale cantone di frontiera, in particolare per quanto riguarda la sostituzione di lavoratori indigeni e la pressione sui salari in specifici settori economici. Dobbiamo agire in modo mirato».

Verdi: 😊 Contentezza. E quanto espresso dai Verdi del Ticino per la reazione all’iniziativa «distruttrice e isolazionista» dell’UDC. «Questo chiaro rifiuto - sottolineano - è un forte Sì alle misure di accompagnamento e al proseguimento della via bilaterale. L’accettazione dell'iniziativa in Ticino è comprensibile visti i gravi problemi sul mercato del lavoro. I Verdi del Ticino hanno già più volte presentato le loro ricette per risolvere questo problema: salari minimi dignitosi, maggiore regolamentazione e controllo del mercato del lavoro, contratti collettivi obbligatori nel quadro di uno statuto speciale ormai necessario. Ora riguardo all’Accordo quadro il Consiglio Federale deve chiarire le questioni in sospeso e in particolare garantire la protezione dei salari».

PPD: 🙁😊 Nonostante il PPD si fosse schierato contro l’iniziativa per la limitazione, non sottovaluta «il segnale dato dai cittadini della Svizzera italiana - così come dai cittadini delle regioni confinanti con la Germania e l’Austria - che invece si sono espressi a favore dell’iniziativa, preoccupati per il deteriorarsi delle condizioni del mercato del lavoro che subisce le differenze sociali ed economiche dei Paesi circostanti».

 

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Ultimo aggiornamento: 2020-10-30 08:36:36 | 91.208.130.89