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CANTONE
01.09.2020 - 12:320
Aggiornamento : 13:30

«Il Ticino si prepara alla seconda ondata?»

L'Mps sollecita il governo. E chiede lumi sul lavoro ridotto agli operatori sanitari

BELLINZONA - Tante lodi, ma poi... Gli infermieri e il personale sanitario in Ticino si preparano a una possibile "seconda ondata", mentre gli strascichi della prima continuano a far discutere. In un'interrogazione presentata oggi al governo, l'Mps punta il dito contro il Dss.

«Le lodi agli infermieri si sono limitate a esternazioni verbali nella maggior parte dei casi» scrivono i deputati Simona Arigoni, Matteo Pronzini e Angelica Lepori. A innescare la polemica, in particolare, la decisione del Cantone di non concedere l'indennità da lavoro ridotto al personale sanitario, per i mesi di marzo e aprile, «mettendo in difficoltà sia il settore pubblico che quello privato». 

I tre deputati Mps chiedono lumi al Consiglio di Stato, sulle ragioni di questo "niet". Ma anche sulle strategie del Cantone in vista di una nuova possibile emergenza sanitaria. In una seconda interrogazione, l'Mps cita come esempio il caso della clinica Moncucco, che prevede di non chiudere tutti i reparti, ma proseguire le cure normali a fianco dei reparti Covid. E si chiede se il Cantone stia valutando di fare lo stesso, nelle strutture dell'Eoc. 

Le domande al Consiglio di Stato:

Prima interrogazione:

1. Quante domande di lavoro ridotto sono state fatte nel settore sanitario? Quali professioni erano coinvolte?

2. Per quale ragione queste domande non sono state accolte?

3. Non ritiene il Consiglio di stato che questo modo di procedere non riconosca il valore del contributo che queste strutture, pubbliche e private, con il loro personale hanno dato alla lotta contro la pandemia? Non teme che questi mancati introiti possano poi riflettersi sulla gestione del personale, intaccando anche la qualità delle cure?

Seconda interrogazione: 

1. L’EOC sta pensando e pianificando una strategia per affrontare una possibile seconda ondata di Covid 19 in autunno?

2. Questa strategia riprende, dal punto di vista delle soluzioni adottate, quelle messe in atto in marzo-aprile 2020 e/o va nella stessa direzione di quella indicata dalla Clinica Moncucco?

3.  Da quanto affermato dal Direttore della Clinica Luganese sembrerebbe di capire che la strategia non punterebbe su strutture dedicate totalmente alla cura COVID 19 come è stato (l’Ospedale regionale di Locarno e Clinica Luganese) in marzo-aprile. È così?


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