Ti-Press (Francesca Agosta)
BELLINZONA
28.03.2021 - 23:450
Aggiornamento : 29.03.2021 - 08:00

La comunità aramaica sconvolta per il dramma di Carasso

La donna uccisa, nata in Siria nel 1976, è stata omaggiata sui social con una foto. «È un giorno di enorme tristezza».

Melki Toprak, presidente della Federazione svizzera: «Quando l'abbiamo saputo, non ci potevamo credere».

BELLINZONA - Era nata ad Al-Malikiyah, in Siria, il 3 di novembre nel 1976. Ha trovato la morte in una domenica di fine marzo del 2021 a Carasso (Bellinzona), freddata dalla pistola impugnata dall'ex marito. La comunità degli Aramei in Ticino si stringe attorno alla famiglia della 44enne di Sementina - dove gestiva un centro estetico -, uccisa nel primo pomeriggio di domenica lungo il fiume Ticino, mentre praticava jogging con un'amica.

Il femminicidio e poi il suicidio – A commettere il gesto sarebbe stato l'ex marito di 53 anni. Anche lui, come la donna, con passaporto svizzero e di origine siriana. In un secondo tempo l'uomo si è suicidato. Stando a quanto riferisce laRegione, l'uomo avrebbe rincorso la sua ex in sella a una bicicletta e non è chiaro se fra i due ci sia stato un alterco. Il 53enne ha quindi estratto una pistola, colpendo la donna due volte vicino al cuore. Ha poi puntato l'arma contro la propria testa e ha fatto fuoco.

«Siamo tutti scossi» – Sui social network la comunità aramaica pubblica la foto della vittima. E annuncia: «È un giorno drammatico e di enorme tristezza per tutta la comunità. Si tratta di una notizia che ha scosso tutti quanti. Il grave lutto ci trova sensibilmente vicini alla famiglia. Esprimiamo con grande dolore il nostro cordoglio».

«Lei mi sembrava felice» – Melki Toprak, presidente della Federazione degli Aramei in Svizzera, interpellato da Tio/20Minuti, è sconvolto. La coppia era separata da un paio di anni. Ma non aveva mai dato segnali che lasciassero presagire una tragedia simile. «Io conoscevo entrambe queste persone – ricorda Toprak –. Siamo tutti scioccati. Lei la vedevo durante le celebrazioni religiose a Giubiasco, era una brava persona, mi pareva felice, sorridente».

Un uomo in apparenza tranquillo – Toprak si fa mille domande. Senza trovare risposte. «Purtroppo non si sa mai cosa c'è nella vita privata delle persone – sospira –. E quello che è successo ne è la prova. Con l'ex marito avevo meno contatti, ma mi era sempre sembrato un uomo tranquillo, normale. Nessuno si immaginava che sarebbe potuto accadere un fatto del genere. Quando l'abbiamo saputo non ci potevamo credere. Conosciamo anche i due figli della coppia, due bravissimi ragazzi. Siamo infinitamente dispiaciuti». 

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