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Cantone«Questa pioggia servirà a poco, resta il rischio razionamento»

18.08.22 - 06:30
Giovanni Bernasconi, capo della Sezione protezione aria, acqua e suolo: «Decisione obbligata senza fonti alternative».
Foto Ti Press
«Questa pioggia servirà a poco, resta il rischio razionamento»
Giovanni Bernasconi, capo della Sezione protezione aria, acqua e suolo: «Decisione obbligata senza fonti alternative».

BELLINZONA - «I serbatoi riescono ancora a riempirsi di notte ma se la siccità dovesse perdurare e dovessero esaurirsi delle fonti alternative come quelle sperimentate nel Mendrisiotto (ndr. per esempio la conversione di pozzi che vengono usati in agricoltura o i prelievi provvisori da fiume) ecco che allora potrebbe essere necessario decidere dei razionamenti dell'acqua durante certe fasce orarie».

Giovanni Bernasconi è l'ingegnere a capo della Sezione protezione aria, acqua e suolo del Dipartimento del territorio. Non ci gira troppo alla larga su una questione che preoccupa tutti i ticinesi e cioè la paura di rimanere a secco di acqua potabile: se la secca non si attenuerà e il livello dei fiumi continuerà a scendere verrebbe meno quell'àncora di salvezza che ancora tiene in vita le riserve d'acqua del Ticino. «Se l'acqua dei fiumi però continua a calare, ovviamente non potremmo più utilizzarla come fonte alternativa», spiega, e allora il piano B che tutti vorrebbero scongiurare - il razionamento dell'acqua - sarebbe un fatto non più rinviabile. Nemmeno con le piogge in arrivo previste dai meteorologi per le prossime ore. 

«Sono precipitazioni molto limitate nel tempo - sottolinea l'ingegnere - e per riuscire ad alzare le falde e alimentare le sorgenti ci vorrebbe una pioggia che persista per almeno qualche settimana». I temporali annunciati quindi non serviranno a colmare il "buco" idrico che è andato aumentando settimana dopo settimana e che sta mettendo in crisi le capacità di rifornimento: quello che serve è «una pioggia moderata e prolungata nel tempo. Di queste precipitazioni che interesseranno il Ticino nelle prossime ore, nella falda ne arriverà ben poco perché saranno assorbite dalla vegetazione».

Ma cosa si porta dietro questa de escalation dei livelli di acqua e come si manifestano gli effetti più eclatanti? «Il primo è sicuramente l'innalzamento della temperatura dell'acqua - risponde Bernasconi - con effetti abbastanza gravi sulla fauna ittica. I pesci soffrono le alte temperature ma anche la scarsità di pozze profonde in cui rifugiarsi e questo potrebbe portare a delle morie di pesci». E fa un esempio: «per una specie come la trota le temperatura superiori ai 23 gradi possono essere letali».

Un altro effetto indesiderato della scarsità d'acqua - e di conseguenza della minore capacità di diluizione - potrebbe essere anche quello di un innalzamento dei livelli di inquinamento lungo i corsi dei fiumi. L'ingegnere, su questo punto, si sente in parte di dovere rassicurare.

«I nostri fiumi sono puliti - precisa - ci sono dei punti dove ad esempio ci sono gli impianti di depurazione che le acque immesse nel ricettore naturale fiume risentano dei minori volumi di acqua presente. Pur essendo rispettosi dei limiti delle concentrazioni allo scarico, il rischio è che essendoci poca acqua questa non permetta la diluizione di questi benché minimi quantitativi di inquinanti e portare all'innalzamento delle sostanze presenti. Al momento - conclude Bernasconi - non siamo intervenuti con un abbassamento allo scarico della concentrazione perché la situazione è sotto controllo». 

 

 

 

 

COMMENTI
 
MammaLalla 1 mese fa su tio
ACQUA POTABILE? Avete mai sentito parlare, per caso, degli Emirati Arabi, di Dubai o di Abu Dhabi? Parlate a loro di siccità. In estate hanno una temperatura media di 40 gradi (a dicembre 21 gradi). Sapete quanti sono i giorni di pioggia da Maggio a Ottobre? Zero. Eppure l'acqua potabile la potrebbero vendere. Oltre ad un efficienza di altissimo livello, la chiave di volta è stata la costruzione di un gigantesco dissalatore. Stiamo parlando del dissalatore di Jebel Alì, che riesce a produrre 2 miliardi di litri di acqua al giorno, perfettamente potabile. Andategli a raccontare ora che da noi, con un clima ed un territorio infinitamente più clemente (non siamo in pieno deserto mi pare), dobbiamo razionare le docce e persino i bisogni corporali. Avete idea di chi ha costruito tale macchina dissalante? FISIA ITALIMPIANTI, azienda del gruppo Impregilo con sede a Genova....." (PP by G.L. Punter)
cle72 1 mese fa su tio
C'è una differenza sostanziale. Negli Emirati Arabi attingono all'acqua del mare, che in fatto di mc d'acqua, I nostri laghi sono pozzanghere. Quindi se qui non piove per lungo tempo, i laghi ne risentono. Quest'anno si è arrivati quasi alla soglia minima dei livelli. Superata quella, ci sarebbero stati dei problemi per la navigazione e approccio ai pontili/porti. Ci manca solo di dover acquistare l'acqua. Bisogna intervenire a livello globale per aiutare il pianeta e noi stessi. Ma finché il dio soldo la farà da padrone, campa cavallo che l'erba cresce... ah no! senza acqua neanche quella abbiamo
Renaxferreira 1 mese fa su tio
Meteo Svizzera dava il diluvio stamattina ma tutto ad un tratto le pioggie abbondanti sono svanite...🤦‍♂️complimenti, non sbagliate mai...🤭
KeepCalm 1 mese fa su tio
Da quando sono nato non ho mai sentito nessuno dire che la meteorologia è esatta,sono delle previsioni senza garanzia
vulpus 1 mese fa su tio
Un pò di sano pessimismo ci vuole. Ma il cantone dovrebbe anche porsi qualche interrogativo ,viste le esperienze di carenza. Non sarebbe tempo e ora di rivedere tutte le limitazioni e i divieti che sono stati introdoti per lo sfruttamento di molte falde e sorgenti? Una montagna di prescrizioni limitative, creando costi inutili e una burocrazia sovradimensionata: ora sono stati autorizzati il riutilizzo di molte di queste fonti che sono sempre state potabili , senza conseguenza alcuna per gli usufruitori. Mettiamo un pò meno di chimica e un pò più di buon senso nelle cose!
Mattiatr 1 mese fa su tio
Se non sbaglio i limiti riguardo la qualità dell'acqua è di competenza federale, con il cantone revisore. Quello sulla quale si potrebbe intervenire sono i deflussi minimi, che si applicano sia alle dighe come agli acquedotti, in ogni caso sarebbe comunque un discorso di cerotti su spalle rotte. Il Mendrisiotto, visto che è il distretto maggiormente colpito, dovrebbe far visita ai vari sindaci per chiedere come mai l'acquedotto non è sufficiente (d'altronde i comuni sono responsabili per l'approvvigionamento idrico in Ticino).
Pippo70 1 mese fa su tio
La popolazione e le industrie crescono, ma certi servizi di base non sono andate di pari passo con questa evoluzione, non ci vuole una scienza a capirlo.
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