CANTONE / SVIZZERAL'epatite uccide 200 persone all'anno, anche se potrebbe essere eliminata

28.07.22 - 06:30
I virus che causano le epatiti B e C circolano ancora, nonostante i vaccini e le cure esistenti
Deposit / Hepatitis Schweiz
L'epatite uccide 200 persone all'anno, anche se potrebbe essere eliminata
I virus che causano le epatiti B e C circolano ancora, nonostante i vaccini e le cure esistenti
Il Direttore dell'Epatocentro Andreas Cerny: «Il Ticino è più colpito di altre regioni svizzere, bisogna fare di più»

LUGANO - Quando contagia una persona causa un'infiammazione al fegato, che persistendo può provocare un danno cronico e persino un tumore, e negli scenari peggiori essere fatale.

Si tratta di uno dei virus dell'epatite, malattia purtroppo ancora presente in Svizzera: sono quasi 80'000 le persone che ancora convivono con l'epatite cronica B o C. Non solo: sono circa 200 le persone che ne muoiono ogni anno, «nonostante il fatto che, grazie alla vaccinazione contro l'epatite B e a terapie efficaci, l'eliminazione sarebbe possibile entro pochi anni» afferma - in occasione della Giornata mondiale sull'epatite - l'Associazione Epatite Svizzera.

Ma come si trasmette questa malattia, e perché non siamo ancora riusciti a debellarla? Lo abbiamo chiesto alla Direttrice esecutiva di Epatite Svizzera, Bettina Maeschli e al Direttore dell'Epatocentro Ticino Andreas Cerny.

Cosa cambia tra epatite B e C e quelle denominate con le altre lettere (A-D-E)?
«Ci sono diversi virus che possono contagiarci e causare un’infiammazione del fegato. In particolare, i virus che causano l’epatite B e C possono persistere nel corpo e causare un danno cronico che con il passare del tempo conduce a un degrado dell'organo e una cirrosi, per questo è importante riconoscere l’infezione in tempo. L’epatite D si associa all’epatite B ed è presente in circa il 10% dei casi di epatite B cronica. L’epatite A e E invece sono delle epatiti trasmesse per via alimentare. Grazie al vaccino (per l'epatite A) dato ai viaggiatori con destinazione determinati Paesi a rischio e ai controlli che vengono fatti sulla carne nostrana (l'epatite E viene trasmessa da carne suina cruda) sono diventate meno presenti».

Quali sono le vie principali di contagio?
«L’epatite B può essere trasmessa dalla madre al nascituro durante il parto, con trasfusioni di sangue contaminato (generalmente avvenute prima dell'introduzione dei test, nel 1992), con l'uso di droghe per via endovenosa o lo sniffare, tramite tatuaggi e piercing effettuati in condizioni non sterili o a causa di procedure mediche avvenute in paesi con bassi standard igienici. Si tratta anche di una malattia sessualmente trasmissibile. L’epatite C, invece, è anch'essa trasmessa tramite il sangue, ma la trasmissione sessuale e dalla madre al nascituro sono molto rare».

Ci sono dei sintomi? Quando bisogna fare il test?
«Tante persone affette da epatite B e C cronica non hanno disturbi ed è spesso il controllo di routine dal medico - che trova i valori epatici alterati - che rivela la diagnosi con il test anticorpale. Non sempre però i valori del fegato sono alterati, motivo per il quale si consiglia di fare il test per epatite B e C a tutti coloro che fanno parte delle categorie a rischio: noi raccomandiamo di fare il test per l’epatite B e C alle persone nate tra il 1950 ed il 1985».

Cosa si rischia?
«Le infezioni croniche da virus dell'epatite danneggiano il fegato, aumentando il rischio di cirrosi epatica e di cancro al fegato. L'epatite C può poi causare una serie di altre malattie croniche, come quelle cardiovascolari o il diabete. Molte delle persone colpite soffrono anche di stanchezza cronica».

Che terapia si deve fare, dopo che si è risultati positivi?
«Sul fronte della cura dell’epatite B e C si sono fatti dei passi da gigante. Per l’epatite B basta una compressa al giorno per bloccare il virus e così il degrado del fegato. La cura, nel caso dell’epatite B, deve essere prescritta da uno specialista. L’epatite C invece, guarisce definitivamente con una cura che dura da 2 a 3 mesi: i ricercatori che hanno permesso questo miracolo sono stati premiati con il Nobel nel 2020».

In Svizzera 200 persone ne muoiono ogni anno, 80’000 persone ne convivono. Avete forse delle cifre anche per il Ticino? 
«La diffusione dell’epatite B e C è più alta nelle zone mediterranee e i casi di cirrosi, di necessità di dover fare il trapianto e anche di tumore del fegato sembrano essere più alti in Ticino rispetto ad altre regioni della Svizzera. Non disponiamo però di cifre precise. Dopo l’introduzione dei medicamenti per curare l’epatite C messi a nostra disposizione nel 2014 osserviamo un calo di casi avanzati. Motivo in più per individuare e guarire chi è infetto senza saperlo».

Restano numeri preoccupanti sapendo che l’eliminazione sarebbe possibile entro pochi anni. Perché non si agisce, cosa non funziona?
«Gli strumenti ci sono: i test per l’epatite B e C sono validi, poco cari e la cura è semplice ed efficace. Il problema è che in assenza di sintomi chiari le persone spesso non vengono sottoposte al test per mancanza di attenzione forse anche da parte dei medici di famiglia che non si interrogano sempre se il loro paziente potesse far parte delle persone a rischio. Dobbiamo informare e sensibilizzare ed è questo lo scopo della nostra campagna».
 
Secondo voi la pandemia di coronavirus ha messo un po’ d’ombra (quasi messo in secondo piano) questa e altre malattie?
«Da un lato l’interesse della popolazione per le malattie virali e i vaccini è cresciuta, dall'altro il problema dell’epatite B e C cronica, come quello di altre malattie, è passato in secondo piano. Lo sentiamo, e sentiamo che dobbiamo recuperare quello che abbiamo perso durante il periodo Covid».

Recentemente si è parlato molto di epatiti quando sono emerse delle “misteriose epatiti" che hanno colpito dei bambini in particolare nel Regno Unito e negli USA. Siete a conoscenza della problematica e vi preoccupa?
«La causa delle epatiti gravi osservate recentemente nei bambini piccoli non è ancora chiara. Nuove ricerche indicano che si tratta di una concomitanza di un’infezione con un tipo di adenovirus ed un secondo virus (adeno-associated virus - AAV) che possono in circostanze particolari causare un epatite grave. Al momento, però, in Svizzera non abbiamo osservato casi simili».

NOTIZIE PIÙ LETTE