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LUGANO«Mia nonna piangeva disperata, è stato un risveglio orribile»

25.02.22 - 09:29
Alyona Artomova, 28enne di Figino, di origini ucraine, non scorderà mai la data di giovedì 24 febbraio 2022.
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«Mia nonna piangeva disperata, è stato un risveglio orribile»
Alyona Artomova, 28enne di Figino, di origini ucraine, non scorderà mai la data di giovedì 24 febbraio 2022.
Il giorno in cui Putin e la Russia attaccano Kiev sta sconvolgendo un intero popolo. La testimonianza commovente di una giovane sotto choc.

LUGANO - «È stato un risveglio orribile. Con la nonna che mi chiama al telefono dalla nostra terra e piange disperata». Alyona Artomova, 28enne di Figino (Lugano), di origini ucraine, non scorderà mai la data di giovedì 24 febbraio 2022. Con la Russia che all'alba attacca Kiev, gettando un intero popolo nello sconforto. «Sono settimane che si parla delle tensioni tra Russia e Ucraina – racconta Alyona –. Ma a un certo punto eravamo speranzosi. Ipotizzavamo un altro possibile scenario. C'era l'illusione che le cose potessero andare diversamente».

«Mio zio lavora in una fabbrica di nafta» – Scenario che ora è andato letteralmente a farsi benedire. Putin fa sul serio. E Alyona, che dal 2011 vive in Ticino con mamma Larissa (46), sposata con uno svizzero, ha il morale a pezzi. «Mio zio lavora in una fabbrica di nafta. Putin sta distruggendo tutto quanto può approvvigionare l'esercito ucraino. Comprese le aziende di carburante. La nostra famiglia è sotto choc. Noi siamo di Kremenchuk, città che per ora non è ancora stata toccata dalle forze armate russe. Ma ormai tra parenti e amici regna la convinzione che Putin non si fermerà».

«Ci sentiamo umiliati» – Vladimir Putin ha definito le sue gesta una "storia di pace e di liberazione". «Ma di che pace stiamo parlando? Noi ucraini ci sentiamo umiliati. Io stessa provo un senso di frustrazione. È come se l'Italia o la Francia invadessero con la violenza la Confederazione portandosi via un pezzo di Svizzera. Sono situazioni che vanno a toccare l'intimità e l'identità delle persone. Sto male. E fa male anche il fatto che questo avvenga proprio da parte della Russia, una nazione a cui siamo legati da sempre. I russi sono come fratelli per noi». 

Regna la paura – Alyona è in contatto continuo con i suoi famigliari e amici ucraini. E non nasconde che le notizie che le arrivano siano parecchio caotiche. «Si parla della possibile censura del web. Ma anche del blocco delle banche. Una mia amica nelle scorse ore voleva fare la spesa e si è accorta che la sua carta bancaria non funziona più. Tutti hanno paura che spariscano beni di prima necessità. In queste ore supermercati e farmacie sono pieni all'inverosimile». 

Quei commenti fuori luogo – La 28enne è rattristata anche da alcuni commenti che in questi giorni ha sentito in Ticino. «Settimana scorsa ero in un bar di Lugano e ho visto un giovane gridare "L'Ucraina è di Putin" quando ha notato una ragazza bionda e alta. Secondo me qui c'è ancora gente che non ha capito la gravità di quanto sta accadendo. E il nostro timore è che Putin non si accontenti di sottomettere l'Ucraina. C'è sempre più la convinzione che questo personaggio voglia andare avanti, magari attaccando altre nazioni. D'altra parte, come in questa circostanza, è molto bravo a trovare pretesti per farlo».

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