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AGNO
23.04.2021 - 06:000
Aggiornamento : 11:05

«Ho scoperto la bellezza della vita dietro a un grande dolore»

Una donna che perde il padre di 57 anni, nonno del suo unico figlio.

Nasce una storia toccante che trasmette un messaggio di speranza a chi si separa da un caro per malattia.

AGNO - Sofia Leoni, docente con la passione per la scrittura, ha perso il padre Alessandro di cancro e ha voluto dedicare a suo figlio Giona un libro illustrato come ricordo indelebile del nonno.

Com’è nata l’idea di dar vita a “Mio nonno fa le nuvole rosa”?
«Ho deciso di scrivere questa storia primariamente per un bisogno personale: mantenere per mio figlio il ricordo di suo nonno. Mio papà Alessandro è scomparso quando Giona aveva solo un anno e mezzo, senza grandi possibilità, per entrambi, di conoscenza e di incontro. Adesso ha 5 anni e per tutta la vita avrà una traccia incancellabile».

La verità di questa storia si è subito aperta a un pubblico più vasto.
«Si tratta chiaramente di un racconto con riferimenti autobiografici, ma grazie alla potenza che hanno le storie e considerando l’universalità dei temi (la vita, la morte e l’amore) spero di raggiungere tante persone».

Qual è il messaggio che lei vuole trasmettere?
«L’amore e la bellezza infinita nell’assistenza dei propri cari in momenti così difficili. Periodi così particolari e duri in realtà nascondono, oltre al dolore, grandi insegnamenti e sconfinata bellezza. Chi è malato gravemente ha il diritto di trovare una forza interiore per lottare e godersi la sua vita fino in fondo. Mio papà ci è riuscito».

Che impatto può avere una simile storia nella crescita di un bambino?
«Mio figlio, che ho informato e consultato durante la stesura del mio lavoro, sta crescendo con un buon ricordo di suo nonno. Giona ha partecipato attivamente al libro e ne è orgoglioso; ha ideato il titolo e mi ha dato diversi feedback soprattutto sulle illustrazioni».

Al nonno delle nuvole rosa è stato diagnosticato un cancro a gennaio 2017, con l’aspettativa di due sole settimane di vita. In realtà Alessandro ha lottato per otto mesi. Cosa è riuscito a darle ancora?
«Mio papà per tutta la vita è stato, come scrivo nel libro, “assolutamente umano” e pieno di difetti. Ma nei mesi della malattia è stato eccezionale, un papà perfetto sotto diversi punti di vista. Nonostante il dolore, la mia famiglia si è avvicinata ancora di più. Fondamentalmente volevo raccontare proprio questo, ovvero trovare la forza e l’energia positiva anche in un evento apparentemente distruttivo. Anche il dolore racchiude dei momenti di gioia, di crescita e di vittoria».

La perdita non deve dunque spaventare?
«Resta un momento molto duro, per certi versi terribile. La speranza è quella di alleviare, con il mio libro, il carico psicologico e fisico di tutti coloro che hanno dovuto affrontare o affrontano una situazione di distacco definitiva».

La vita andrebbe dunque vissuta in ogni suo momento.
«La malattia ci unisce in un rapporto profondo. Questi sentimenti sono presenti sempre e non andrebbero scoperti solo quando subentra la sofferenza. La nostra natura favorisce uno scambio positivo e costruttivo».

In pandemia è un messaggio di forza e di speranza anche per tutti quei familiari che hanno perso i loro cari di coronavirus.
«Ho aperto il mio libro con questo pensiero: “Alla mia famiglia, con profondo amore; a chi lotta, con rispetto; a chi cura, con gratitudine”. Spero davvero che queste parole possano fare bene».

Un'illustratrice di talento e una storia toccante
Lisa Albizzati ha animato l’idea di Sofia Leoni. La giovane illustratrice di Giubiasco, che aveva firmato “Il viaggio di Anna alla scoperta del Ticino”, ha presentato alla sua casa editrice Fontana anche “Mio nonno fa le nuvole rosa” e subito è partito «un lavoro denso di emozioni. Sofia mi ha messo a disposizione un notevole materiale fotografico che mi ha permesso di essere il più possibile fedele alla realtà dei personaggi. È stato toccante».

Grazie alla storia di Alessandro e suo nipote Giona, Lisa Albizzati ha trovato conforto per superare la scomparsa di sua nonna Elena. «Il racconto di Sofia mi ha aiutato ad accettare il dolore della perdita di una persona molto cara».

La creatività della giovane illustratrice bellinzonese era già emersa nella sua idea di descrivere le bellezze del Ticino durante il lockdown che ci aveva confinati in casa: attraverso i sogni di una bambina di 7 anni, Anna, Lisa aveva ricordato quanto è incantoveole il nostro paesaggio.

Sofia Leoni
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