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Il palcoscenico del teatro Dimitri a Verscio
CANTONE
02.03.2021 - 06:410
Aggiornamento : 05.03.2021 - 11:57

Sofferenza (e licenziamenti) dietro il sipario

Il lockdown culturale sembra senza fine. Le eccellenze artistiche in Ticino sono in affanno

I casi della Compagnia Finzi Pasca e del teatro Dimitri. «Situazione insostenibile, per il futuro chiediamo prospettive certe»

LUGANO - Il sipario è calato un anno fa sulla cultura in Ticino e - a parte un breve intermezzo estivo - non si è più rialzato. Da dietro la tenda i professionisti del settore spiano con ansia le sale vuote, in attesa che il Consiglio federale permetta al pubblico di entrare. Ma l'annuncio tarda ad arrivare.  

Gli occhi ora sono puntati sul 22 marzo. «Gli allentamenti ipotizzabili riguardano anche le manifestazioni culturali e sportive in presenza di pubblico in spazi circoscritti» ha fatto sapere settimana scorsa il governo in conferenza stampa. Ma la decisione dipenderà dall'andamento pandemico: Alain Berset ha messo in guardia sull'aumento dei casi legati a nuove varianti. 

Intanto in Ticino teatri e compagnie stringono i denti, comprese le eccellenze di livello internazionale. La Compagnia Finzi Pasca ad esempio, che a pieno ritmo impiega fino a un centinaio di maestranze, non ha più potuto rinnovare i contratti con i collaboratori delle tournée (circa 20 persone) e ha dovuto procedere al licenziamento di parte dell’amministrazione e del nucleo operativo del gruppo. Da 45 dipendenti fissi, si è passati a una decina. «È stato molto doloroso, ma dopo mesi di chiusura la situazione è diventata insostenibile» spiega la co-fondatrice Maria Bonzanigo. «Speriamo che le prospettive si chiariscano al più presto». 

Anche il teatro Dimitri di Verscio ha stretto la cinghia. Gli impiegati amministrativi sono in regime di lavoro ridotto, mentre gli stagionali (tecnici e addetti alla produzione: il teatro è chiuso d'inverno) non sanno se torneranno al lavoro in aprile. In tutto una ventina di persone con il fiato sospeso. «Sappiamo che questa situazione richiede flessibilità» spiega il direttore Markus Kunz. «L'incertezza è qualcosa con cui dovremo convivere nei prossimi tempi. Anche sul fronte economico: quando riapriremo, dovremo fare i conti con ingressi ridotti. Sarà difficile». 

A proposito di futuro, quello prossimo sarà «all'insegna di una programmazione locale e prudente» spiega Kunz, almeno fino a giugno. «Organizzare spettacoli con artisti dall'estero come in passato, a queste condizioni, è impossibile». Anche la compagnia Finzi-Pasca sta «progettando  produzioni meno impegnative dal lato logistico» nella speranza di ripartire con le tournée «al più presto» conclude Bonzanigo. «Dietro a uno spettacolo ci sono un’infinità di competenze che forse il mondo perderà, e di cui finora si è tenuto troppo poco conto».

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