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CANTONE
22.12.2020 - 14:080

Anche la CORSI contro la "ridefinizione" di Rete Due

Il Consiglio del pubblico si dice «perplesso e preoccupato» nei confronti della riduzione del parlato

COMANO - La riduzione del parlato (dal 40% al 10%) su Rete Due continua a incassare dissensi. Anche il Consiglio del pubblico (CP) della CORSI (Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana) prende posizione, esprimendo «una certa perplessità e anche preoccupazione rispetto al "progetto Lyra"», perché «l’approfondimento culturale va considerato come una sorta di investimento formativo da parte del servizio pubblico in favore dello sviluppo culturale dei cittadini».

In particolare, il CP si ricollega a quanto già affermato dalla consigliera agli Stati Marina Carobbio in un'interpellanza inoltrata al Consiglio federale. E cioè che il progetto di “ridefinizione” dei programmi radiofonici RSI potrebbe violare il mandato della concessione rilasciata alla SSR (“Grazie alla qualità professionale della moderazione e alla scelta musicale, che non è basata principalmente sugli indici d’ascolto, i programmi radiofonici della SSR si distinguono dalle offerte delle emittenti commerciali”). Un’altra preoccupazione di una possibile inosservanza del servizio pubblico nasce dal fatto che molti contenuti non potranno trovare una collocazione sugli altri vettori della RSI (lineari o digitali che siano).

Il secondo punto critico sollevato dalla CP della CORSI è relativo all’incertezza e alla possibilità che la fruizione lineare passi in secondo piano in seguito alla totale reimpostazione del modo di sfruttare l’accesso ai contenuti culturali (si pensi per esempio ai non nativi digitali). Inoltre, ci si chiede «come potrà essere trattata in futuro “la buona musica” prodotta oggi». «Allo stato attuale sia Rete Uno sia Rete Tre su questo fronte hanno grandi margini di miglioramento - scrive -: la loro attuale programmazione musicale risulta deficitaria rispetto a questo specifico profilo».

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