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LUGANOLa regola d'oro sul lavoro: «Apritevi al cambiamento»

01.12.20 - 07:22
Aggiornamento delle competenze e nuovi approcci alla professione: questa è la direzione che ha intrapreso il cambiamento
EMBA
La regola d'oro sul lavoro: «Apritevi al cambiamento»
Aggiornamento delle competenze e nuovi approcci alla professione: questa è la direzione che ha intrapreso il cambiamento

LUGANO - Cristina Saporiti, Direttrice Operativa dell’EMBA (Executive Master in Business Administration) presso l’USI e impegnata da oltre 20 anni nel settore della formazione, ci fornisce delle indicazioni per aiutare la fascia di lavoratori più matura a restare competitiva in un mercato del lavoro in profonda e rapida trasformazione.

In che modo il lavoro sta cambiando?
«L’adozione della tecnologia in diversi ambiti obbligherà molti lavoratori non solo ad aggiornare le proprie competenze tecniche, orientandosi sempre di più all’utilizzo del digitale, ma anche ad approcciare la propria professione con una nuova mentalità rispetto al passato, che metta al centro il “potenziale umano” in modo complementare all’innovazione tecnologica. Questo in particolare riguarda soprattutto le fasce più adulte, non trattandosi di nativi digitali».

Qual è il rischio maggiore per il futuro dei lavoratori?
«Più che di rischio, parlerei di opportunità. Secondo un recente report del World Economic Forum sul futuro del lavoro, entro il 2025 più della metà dei lavoratori, nelle varie organizzazioni, necessiteranno di un aggiornamento professionale che sia allineato agli sviluppi tecnologici per poter restare competitivi. Il rischio per chi non si adegua è quello di una progressiva esclusione dal mercato del lavoro, poiché le sue competenze non soddisferanno più appieno i criteri di assunzione, soprattutto se paragonate a quelle delle generazioni più giovani».

Questa necessità di aggiornamento coinvolge i lavoratori in tutti livelli?
«Sicuramente. Include anche chi ricopre ruoli dirigenziali. Non si tratta semplicemente di fare una formazione tecnica, anche perché un manager deve gestire, coordinare e comunicare col personale, con altri attori esterni e portare avanti il business. Dunque, chi riveste posizioni più junior si focalizzerà sull’aggiornamento digitale ma anche chi è in quelle manageriali dovrà rivedere il suo ruolo in questo senso. Come si fa a gestire un lavoro che non si conosce? Quindi, tutti i livelli all’interno di un’azienda o di un’organizzazione devono comprendersi, parlare la stessa lingua per poter prendere le decisioni migliori per il business».

Ha parlato anche di un cambio di mentalità.
«Certo. Questo rappresenta la svolta decisiva per il futuro professionale. Ognuno deve ripensare a sé stesso e al proprio lavoro come a un tassello interconnesso con altri e inserito in un contesto più ampio e complesso, dinamico e che muta velocemente. Se poi a questo scenario introduciamo l’innovazione con l’automazione di molti processi, quello che emerge è l’importanza che assume il potenziale umano non ancora raggiunto dalla tecnologia».

Nello specifico?
«Intendo la creatività e l’originalità, l’intelligenza emotiva, la capacità di risolvere problemi complessi, il pensiero critico, la capacità di analisi, l’influenza sociale, lo spirito d’iniziativa, la leadership. Queste sono alcune di quelle competenze trasversali che vanno sviluppate oggi per poter apportare un valore aggiunto a sé stessi, alla propria professione e in generale all’intero mondo del lavoro di domani».

Una trasformazione accelerata dal coronavirus
In linea con altri professionisti nella formazione, anche Cristina Saporiti crede che il Covid stia accelerando fortemente la trasformazione del lavoro, al punto che si parla di una “doppia rottura”, digitale e pandemica: «La rapida adozione tecnologica e l’aumento della disoccupazione associati al coronavirus metteranno in luce come i lavoratori senza impiego e restii a formarsi, faticheranno ad essere assunti in nuove posizioni», afferma la Direttrice di EMBA. «E questo sarà ancora più evidente già ai primi segnali di ripresa economica. Quando la domanda di lavoro tornerà a crescere, molti risponderanno ma senza essere in grado di fornire le competenze richieste, sia tecniche che trasversali». Si tratta di riuscire a cogliere i segnali del cambiamento e aprirsi a questa “doppia rottura” come a un’opportunità di crescita professionale e personale, come ci suggerisce la Saporiti.

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