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BRISSAGO
10.11.2020 - 08:060
Aggiornamento : 14:50

Entra in clinica sano e si ammala di coronavirus

Era sano prima dell'operazione al ginocchio. Ma viene contagiato dal compagno di stanza durante la riabilitazione

di Redazione
Orlando Guidetti

BRISSAGO - La storia che stiamo per raccontarvi è emblematica del fatto di come spesso un paziente negativo al Covid possa arrivare ad ammalarsi in ospedale, e diventare positivo a causa del modo di agire della struttura ospedaliera.

Protagonista è Giancarlo, un uomo di 79 anni. Lo scorso 12 ottobre viene ricoverato presso la Clinica Santa Chiara di Locarno, per un’operazione di routine al ginocchio. Alla sua ammissione nella struttura sanitaria gli viene fatto il tampone per la verifica Covid-19. Il risultato è negativo.

Dopo l’intervento Giancarlo resta altri sette giorni nell’ospedale. Poi, il 20 ottobre viene trasferito per la riabilitazione alla Clinica Hildebrand di Brissago. Al momento dell’entrata nella nuova struttura, Giancarlo non viene sottoposto al controllo del tampone, e come lui anche altri pazienti. La spiegazione arriva ai familiari di Giancarlo per bocca del Dr. Piccagliani della Clinica Hildebrand: «Non eseguiamo tamponi all’ingresso. Secondo le nostre indicazioni interne non abbiamo l’obbligo di eseguire il tampone Covid-19». I familiari di Giancarlo fanno notare che si tratta di una grave manchevolezza, ma il medico si limita a dire «che farà presente le loro riflessioni alla direzione, e che ne parlerà con i superiori della clinica».

La degenza alla clinica Hildebrand – Giancarlo viene messo in camera con un altro paziente, entrambi senza la certezza di non essere contagiati dal virus del Covid-19. Dopo alcuni giorni il suo coinquilino inizia ad avere la febbre. Gli viene fatto il tampone e risulta positivo al Covid-19. Anche Giancarlo a quel punto viene sottoposto al tampone. Siamo al 29 ottobre. La sera stessa il suo il compagno di camera viene prelevato e portato al Centro Covid della Carità di Locarno. Nel frattempo Giancarlo viene trasferito in un’altra stanza, da solo. La mattina seguente arriva il risultato del test. Giancarlo è positivo al Covid-19, e viene immediatamente trasferito a Locarno, all’Ospedale La Carità.

La degenza all’Ospedale La Carità di Locarno - Giancarlo viene portato in ambulanza al Pronto soccorso dell’Ospedale La Carità di Locarno. Qui, raccontano i familiari - rimane da mezzogiorno alle 18.30 senza mangiare e bere, tra un prelievo di sangue e una radiografia ai polmoni. «Malgrado le sue lamentele – ci raccontano - per il dolore alla schiena e al ginocchio operato, ancora con i punti, nessuno si è preoccupato di lui, nemmeno per recarsi in bagno malgrado le sue richieste, in quanto il personale si lamentava di essere sotto pressione».

Giancarlo, infine viene ospedalizzato in una camera dedicata ai pazienti positivi al Covid-19, dove finalmente può rifocillarsi e provvedere ai suoi bisogni fisici.

I dubbi – Nell’attesa sono molte le domande che si rincorrono nella mente dei familiari. Soprattutto quelle sul sui protocolli della Clinica Hildebrand di Brissago. Perché non si sono accertati della salute dei pazienti prima di ospitarli in camere doppie? Così facendo si mette a rischio la salute pubblica e la vita delle persone, di chi è la responsabilità?

Le certezze – Domande che ricevono una risposta  dal Dottor Graziano Ruggeri, primario della clinica Hildebrand. «Nella nostra clinica non vengono di regola eseguiti dei test tampone riferiti al contagio da Covid-19. Solitamente gli unici a farlo sono la Clinica Santa Chiara di Locarno per un loro scrupolo. Ma da noi se il paziente non presenta sintomi evidenti non riteniamo sia il caso di sottoporlo a tale pratica, poiché nel suo contesto il contagio da virus Covid-19, ad oggi si presenta in modo molto confuso, il discorso è molto più complesso di quanto si può immaginare».

Un modo di agire completamente diverso rispetto alla clinica Santa Chiara, dove il dottor Maurizio Caporali ci conferma che presso la loro struttura tutti i pazienti al momento dell’ammissione vengono sottoposti al tampone per l’identificazione del virus Covid-19. Inoltre ci conferma pure che il signor Giancarlo era sano finché non è stato accolto dalla clinica Hildebrand.

Parole che vengono confermate pure dal direttore dell’Ospedale La Carità di Locarno, Luca Merlini, il quale precisa che la sua struttura essendo adibita a Covid Center, sono ricoverati unicamente casi Covid, quindi chiaramente sottoposti a tampone. «Le operazioni ambulatoriali si eseguono fuori, in zone ”pulite” diciamo, dove viene compiuto già ormai dal mese di marzo lo screening, con presa di temperatura e quant’altro.  Ribadisco non vengono ospedalizzati pazienti che non siano positivi al virus. Le disposizioni sono quelle dettate dal medico cantonale e sono quelle che seguiamo».

Quanto alla prassi seguita da altre strutture, il dottor Marco Alfonsi della clinica Varini di Orselina sottolinea comunque un fatto: «Comunque nessuno è assegnato in una camera doppia se non è sottoposto ad un periodo di isolamento, a prescindere dal controllo del tampone o meno».

 

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