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27.08.2020 - 12:390
Aggiornamento : 14:58

Lunedì si torna a scuola, tra distanze e (a volte) mascherine

All'asilo e alle elementari lo scenario è quasi "normale". Alle superiori compaiono anche "mense in movimento"

La situazione può cambiare ed evolvere richiedendo l'applicazione di altri scenari.

BELLINZONA - Mancano quattro giorni. Lunedì 31 agosto prenderà avvio in Ticino l'anno scolastico 2020/2021. Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) ha già annunciato che la scuola sarà in presenza per tutti. Gli allievi torneranno in aula e non saranno tenuti a indossare la mascherina, ma verranno mantenute le accresciute misure di igiene. 

Scenari "variabili" - È la situazione epidemiologica, comunque, a "dettare legge". L'evoluzione - se negativa - potrebbe portare al passaggio ad altri scenari. Sono tre, infatti, quelli pensati e studiati dal DECS: scuola in presenza, versione a metà tempo a settimane alterne, insegnamento interamente a distanza. «Siamo pronti all'eventuale passagio allo scenario 2 - ha detto oggi in conferenza stampa il consigliere di Stato Manuele Bertoli -. Speriamo di non arrivare allo scenario 3, ma gli istituti riceveranno a breve le indicazioni definitive per affrontarlo». Durante l'estate è stata anche migliorata l'infrastruttura informatica ed è stato agevolato l'acquisto di computer per gli studenti, così come i docenti sono stati formati per la didattica a distanza, ha spiegato il direttore della Divisione della scuola e coordinatore Emanuele Berger. «Abbiamo anche affrontato le lacune emerse lo scorso anno - ha aggiunto - e sono state introdotte delle "antenne" informatiche nelle scuole comunali per crescere nella digitalizzazione». A partire da quest'anno gli allievi di prima liceo frequenteranno inoltre la materia "informatica".

Quarantena e controlli - Ogni scuola ha ricevuto i modelli dei piani di protezione. Spetta poi a ogni sede metterlo in pratica in base alle sue esigenze. A tutti - docenti, allievi e altro personale - è stato chiesto di scaricare l'app SwissCovid. Bertoli ricorda ancora che «è obbligatorio mettersi in quarantena per dieci giorni qualora si sia stati in Paesi a rischio» prima dell'inizio dell'anno scolastico. «Le scuole non si metteranno a fare i poliziotti, ma se venissero alla luce degli episodi, noi li segnaleremo».

Mascherina - Indossarla sarà sconsigliato negli istituti comunali (scuola dell'infanzia ed elementari), facoltativo alle medie e nel post-obbligatorio. Gli insegnanti potranno usarla in classe, mentre saranno obbligati a coprirsi bocca e naso negli spazi comuni (aula docenti, corridoi e ingressi). «So che c'è una discussione su questo punto - ha aggiunto il direttore del DECS -. Ma dobbiamo preservare la situazione e se si ammala un docente è più difficoltoso per la scuola e l'insegnamento».

Distanze - Il metro e mezzo di distanza dovrà essere rispettato tra adulti nella scuola dell'obbligo, varrà per tutti nel post-obbligatorio. Se non è possibile, bisognerà indossare la mascherina (ne verranno fornite 10 gratuite agli studenti, i docenti le avranno a disposizione). «Non ovunque la logistica permette di stare a distanza. Abbiamo anche acquistato banchi singoli ove necessario. Ma non è stato possibile fare miracoli».

Le novità nella scuola - Il Governo ha licenziato un Messaggio sugli scambi e la mobilità scolastica, nonché l'insegnamento plurilingue. I salari dei supplenti sono stati rivisti al rialzo, soprattutto quelli per le scuole medie professionali e superiori. Le giornate autogestite sono state codificate nel regolamento, come deciso dal Parlemento in giugno. Il DECS sta inoltre lavorando al potenziamento del doposcuola alla scuola media. La scuola dell'obbligo ticinese avrà anche a disposizione delle "antenne" destinate ai docenti e agli allievi in caso di sospetti di abuso sessuale o violenza sui minori. «Quando ci si trova davanti certe situazioni, è sempre facile commettere errori se non si valutano bene le cose - ha spiegato Emanuele Berger -. Proprio per questo il Centro offrirà dei riferimenti sicuri presso cui chiedere una consulenza».

Formazione professionale - «L'obiettivo, lo abbiamo detto subito nel marzo scorso, è valorizzare la formazione e limitare gli effetti del Covid-10 sulla campagna di collocamento», ha aggiunto il direttore della Divisione della formazione professionale (DFP) Paolo Colombo. Nelle scuole professionali ci sono oltre 10'000 giovani che seguono una formazione di base. Attualmente sono stati sottoscritti 1'883 contratti, 158 in meno rispetto allo scorso anno (-8%). 

Protezione nei trasporti e in mensa - Nella scuola obbligatoria sono presenti 12'000 allievi. La metà sono "trasportati". 4'300 beneficiano dell'abbonamento Arcobaleno e «useranno i trasporti pubblici, indossando la mascherina sopra ai 12 anni» come previsto. Per quanto riguarda i trasporti speciali organizzati dalla scuola, non ci sarà l'obbligo di metterla. In mensa le posate saranno nel "sacchettino" e sarà il personale a servire tutto sul vassoio allo studente. Non ci sarà più il buffet di insalata e, nel settore medio, i posti a sedere resteranno gli stessi di prima (tranne per i docenti). «Nel settore medio-superiore e post-obbligatorio è stato invece inserito il distanziamento di un metro e mezzo per ogni posto a sedere - ha evidenziato Giorgio Franchini, capo della Sezione amministrativa -. Ad esempio al Liceo di Lugano 1 i posti a sedere passeranno dagli attuali 145 a 52. Creeremo delle "navicelle di ristorazione" per portare dei pranzi freddi ai piani superiori o ai lati della mensa. Ci saranno poi aule che la direzione fornirà dove consumare i pasti in sicurezza, anche portati da casa». Per essere più sostenibili, inoltre, nelle refezioni «non si cucineranno carne e pesce in alcuni giorni prestabiliti, saranno dei momenti di ristorazione che tutelano l'ambiente».

«L'anno scolastico inizia con una spada di Damocle incombente - ha concluso Manuele Bertoli -. Ma finché sarà possibile andremo avanti con la scuola in presenza».

Ti-Press (Pablo Gianinazzi)
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