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24.08.2020 - 06:270
Aggiornamento : 08:03

«Tra quelle mura, mia nonna sta diventando pazza»

Covid e case per anziani: la testimonianza drammatica di una nipote. Troppo isolamento. E ora?

Intanto il medico cantonale Giorgio Merlani ribadisce la volontà di introdurre allentamenti. E bacchetta le strutture che si sono rivelate troppo severe nell’applicare le direttive.

LUGANO - Da una parte le misure anti Covid, dall’altra solitudine e confinamento. Con gli anziani a uscirne sempre e comunque perdenti. Negli scorsi giorni il medico cantonale Giorgio Merlani ha annunciato possibili allentamenti per quanto riguarda gli ospiti delle case di riposo, e le visite da parte dei parenti. Intanto, però, sale la tensione tra chi ha un proprio caro, ormai da mesi, rinchiuso in una di queste strutture. Emblematica la testimonianza raccolta da Tio/20Minuti di una giovane alle prese con una situazione surreale.

Con la mascherina tutto il giorno – La nostra interlocutrice chiede il massimo anonimato. Anche sulla struttura in cui risiede la nonna. «Le direttive cantonali – sussurra – impongono l’obbligo della mascherina solo se i due metri di distanza non sono rispettati. Mia nonna, invece, è costretta a portare la mascherina sempre, tutto il giorno. Vi immaginate una persona anziana, che già si sente sola da mesi, costretta a vedere da marzo persone solo con maschere? Mai un’espressione del viso, mai un volto umano “intero”.  Chi non diventerebbe pazzo? Mia nonna sta male per questo».

Niente caffetteria e niente camera – Ma non è tutto. «Quando andiamo a trovare i nostri cari, l’accesso alla caffetteria è vietato. Così come quello alla camera. In questo modo non abbiamo nessuna idea di come il famigliare viva. L’accesso al giardino, invece, può essere concesso solo agli anziani che riescono a muoversi in maniera autonoma. Quindi gli anziani con mobilità limitata, o con deficienza intellettuale, sono doppiamente puniti».

Il tempo scorre – La ragazza in questione è fortemente scossa da come la nonna viene trattata. «Capisco pienamente che la si voglia proteggere dal nuovo coronavirus, evitando situazioni senza ritorno. Ma è altrettanto importante ponderare sulla bilancia i diversi bisogni. Io non capisco. La Confederazione sa che ci sono problemi. Decide di avviare degli studi sulla questione, ma poi preferisce delegare la responsabilità a livello cantonale. Il fatto è che il tempo scorre. Quando si è anziani, ogni giorno può essere fatale e portare con sé ferite molto difficili da guarire».

Una frecciata a chi ha esagerato – In diverse case di riposo si parla di anziani che, a causa del confinamento dovuto al Covid, hanno perso capacità intellettuali, o motorie. Giorgio Merlani, interpellato da Tio/20Minuti, ribadisce quanto aveva già dichiarato al quotidiano “La Regione”. Con qualche aggiunta. «I lavori per l’aggiornamento delle direttive sono in corso. Abbiamo constatato che diverse strutture applicano le direttive in maniera più restrittiva rispetto a quelle emanate lo scorso 3 giugno. È importante che ora le strutture realizzino che non hanno margini per imporre limitazioni della libertà maggiori rispetto alle direttive e che determinati allentamenti sono necessari. Negli scorsi giorni abbiamo quindi inviato una lettera alle strutture sottolineando questi aspetti».

La svolta è (forse) vicina – In merito alla possibilità di allentamenti e modifiche delle direttive del 3 giugno, Merlani aggiunge: «Le direttive seguono l’andamento epidemiologico della situazione. Di conseguenza vi saranno degli adeguamenti, anche per quanto riguarda le visite (si parla di visite più lunghe). Saranno fondamentali, come in ogni contesto, le misure di protezione che già conosciamo, e soprattutto il rispetto delle distanze e l’uso di mascherine».

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