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CANTONE
06.08.2020 - 15:270
Aggiornamento : 15:59

«L'accordo sui frontalieri può essere disdetto unilateralmente»

A dirlo è il parere legale commissionato dal Governo all'Università di Lucerna.

L'accordo è da considerarsi indipendente rispetto alla Convenzione per evitare la doppia imposizione.

BELLINZONA - Un'eventuale disdetta unilaterale dell’Accordo del 1974 tra la Svizzera e l’Italia relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri, in particolare sulla Convenzione per evitare la doppia imposizione (CDI-CH/I), è possibile. A dirlo è la Professoressa Dr. iur. Andrea Opel dell'Università di Lucerna, alla quale il Consiglio di Stato aveva commissionato un parere legale.

Secondo l’analisi dell’Università di Lucerna, l’Accordo sull’imposizione dei lavoratori frontalieri «è da considerarsi quale contratto indipendente esistente a complemento della CDI-CH/I. Non vi sono chiare indicazioni che, con la conclusione della CDI-CH/I, l’accordo sui frontalieri sarebbe stato implicitamente annullato. Ai sensi dell’art. 15 par. 4 CDI-CH/I si evince piuttosto che l’accordo sui frontalieri trova applicazione per quanto concerne la tassazione dei lavoratori frontalieri. Da ciò si può dedurre una coesistenza di entrambi i contratti».

«L’accordo sui frontalieri non contiene alcuna disposizione riguardante la sua rescissione. Tuttavia, può essere disdetto unilateralmente anche senza tale disposizione, in quanto si tratta di un contratto che, per la sua natura giuridica, ha una possibilità di rescissione intrinseca», si legge ancora sull'analisi. In altre parole, una disdetta dell’accordo sui frontalieri non intaccherebbe la CDI-CH/I. Visto che l’art. 15 par. 4 CDI-CH/I dichiara esplicitamente che gli art. 1-5 dell’accordo sui frontalieri sono “parte integrante” della convenzione, «si deve partire dal presupposto che questi articoli, per quanto concerne l’applicazione della CDI-CH/I, continuino ad esplicare i loro effetti. Ne consegue che una disdetta dell’accordo sui frontalieri non avrebbe conseguenze».

Il Governo cantonale ha ora trasmesso copia dello studio al Consiglio federale e chiesto un incontro allo scopo di ricevere un aggiornamento sullo stato delle negoziazioni in corso con la controparte italiana per la firma del nuovo accordo sull’imposizione dei lavoratori frontalieri, così come per discutere di altre possibili opzioni praticabili.

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