Ti-Press
ULTIME NOTIZIE Ticino
CALANCA
1 ora
Quanti rifiuti nei boschi della Val Calanca
Una cinquantina di volontari hanno raccolto 140 kg di mozziconi e plastica
LOCARNO / BERNA
2 ore
Le luci della pista tornano a far discutere
Interpellanza di Bruno Storni al Consiglio federale. Salta fuori che manca la vecchia licenzia edilizia
CANTONE / URI
3 ore
Le vacanze sono finite, nove chilometri di coda al Gottardo
Le auto sono incolonnate al portale sud della galleria con lunghi tempi di attesa.
FOTO
LUGANO
5 ore
Alla Foce la movida si è addormentata
Un pisolino lungo il Cassarate, dopo la festa del venerdì sera. E i passanti storcono il naso
FOTO
CANTONE
11 ore
Veicoli in fiamme vicino alla dogana di Gandria: c'è un fermo
Il presunto responsabile sarebbe un 24enne del Comasco, già finito in manette
LUGANO
20 ore
La photo challenge di Lorenzo: «Fatevi una foto con la scritta»
L'ex pilota di MotoGp in posa con il sindaco Marco Borradori invita i suoi follower a visitare Lugano
LOCARNO
21 ore
L'Astrovia di Locarno? «Da oltre dieci anni abbandonata a se stessa»
Un'interrogazione chiede al Municipio d'intervenire per sistemare il percorso didattico
CANTONE
1 gior
Ecco le località nel mirino del radar
Sono sette i distretti ticinesi in cui sono previsti controlli mobili della velocità
SLOVENIA / SVIZZERA
1 gior
La Slovenia mette la Svizzera sulla lista gialla
Ora è prevista una quarantena di 14 giorni per chi entra nel Paese
CANTONE
1 gior
Richiesta di miglioramento del progetto Tram-Treno
Auspocato il mantenimento della linea di collina e il riassetto dello snodo di Cavezzolo
FOTO
BELLINZONA
1 gior
Corbaro ha ritrovato la libertà
La Spab si è presa cura del rapace, che ora riprenderà la sua vita nei boschi che sovrastano la Turrita
FOTO
ARBEDO-CASTIONE
1 gior
Incidente allo svincolo di Bellinzona Nord
Auto contro un mezzo del Cantone: non si registrano feriti
CANTONE
1 gior
Fine della tregua: riecco la canicola
MeteoSvizzera annuncia una nuova ondata di caldo. Temperature fino a 34 gradi da domani a mercoledì
CHIASSO
1 gior
Pompieri in Corso san Gottardo
Fumo dal primo piano di uno stabile
CANTONE
07.07.2020 - 06:300
Aggiornamento : 11:19

«Prima venivano diagnosticati solo i casi gravi, adesso li identifichiamo tutti»

Covid-19: numeri di nuovo in crescita. Ma pochi ospedalizzati. Perché? Il medico Christian Garzoni fa "chiarezza".

Ancora dubbi sulle cifre diramate dalle autorità. «Sarà sempre difficile stabilire se una persona è morta di coronavirus o col coronavirus. Spero in un obbligo generalizzato dell'uso della mascherina».

LUGANO - Sono 450 le persone attualmente in isolamento da Covid-19 in Ticino. A colpire, però, è soprattutto il numero degli ospedalizzati: zero. Nel resto della Svizzera si registrano un centinaio di nuovi casi al giorno. Ma restano ugualmente bassi i numeri dei ricoveri. La malattia è meno potente rispetto a qualche mese fa? L'organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) continua a sostenere che il nuovo coronavirus non ha subito particolari mutazioni. Dove sta la verità? Christian Garzoni, direttore sanitario della Clinica Luganese Moncucco e specialista in malattie infettive, è categorico: «Il virus ha subito delle micro mutazioni, ma non è dimostrato assolutamente che influenzino la sua aggressività. Anche virologi importanti confermano la tesi dell'OMS».


Dopo la recente ricrescita dei contagi in Svizzera, c'è un po' di confusione. A colpire è soprattutto il fatto che pochi pazienti vengono ospedalizzati. Ci aiuta a fare un po' di ordine?
«Durante il lockdown venivano diagnosticati solo i casi gravi. È questa la grande differenza rispetto a oggi. I dati della sieroprevalenza presentati oggi dicono che circa il 10% della popolazione è entrata in contatto con il virus. Quindi a stima forse 30-35.000 persone in Ticino, durante la prima ondata. Di questi, solo una minima parte è stata ricoverata. Adesso invece ogni minimo caso viene diagnosticato e in media forse un paziente su 30-50 finisce in ospedale. Ma i dati non sono definitivi. Era così in primavera ed è così anche oggi, solo che in primavera si conoscevano solo i casi molto gravi e proporzionalmente una grande parte di questi era ricoverata. Adesso invece diagnostichiamo tutti quelli che hanno il minimo sintomo. È quindi normale che si hanno meno casi ospedalizzati rispetto alla primavera. Ma la proporzione non sembra cambiata di tanto: in Ticino non arriviamo a 50 casi positivi nelle ultime settimane ed è normale non averne in ospedale.


Sui numeri c'è sempre stata un po' di polemica. A questo punto a giusta ragione?
«Non ne vedo il motivo. Abbiamo imparato a conoscere il virus settimana dopo settimana. Ora si riesce a diagnosticare ogni caso perché abbiamo le condizioni per farlo e conosciamo meglio la malattia e le sue cure.».


In diversi si chiedono dove sono finiti tutti i morti di influenza, di cancro e quant'altro. A un certo punto sembrava esserci solo il Covid. 
«Alcune persone erano già gravemente malate. E il Covid ha peggiorato in maniera decisiva la loro condizione. Altre avevano malattie croniche e hanno tardato ad andare dal medico. Infatti, subito dopo il lockdown, c’è stato un eccesso di decessi dovuto alle patologie non-Covid, proprio a causa di questi ritardi. Detto ciò, sarà spesso difficile definire se una persona è morta di Covid o col Covid. La medicina non è sempre o bianca o nera. Prendiamo l'esempio di un paziente con un brutto tumore, ma che non è terminale. Muore col Covid. I registri diranno che è morto di Covid. Anche se in realtà la sua speranza di vita, senza Covid, sarebbe stata magari di qualche mese in più». 
 
In attesa del vaccino, è spuntato il Remdesivir. Che ne pensa?
«È un farmaco che già esisteva sperimentalmente durante la primavera. Si è rivelato abbastanza efficace nella gestione del Covid ed è adesso disponibile. Lo usiamo però solo per i pazienti gravi e non è purtroppo un farmaco dai risultati miracolosi».


Siamo in piena stagione turistica. È preoccupato?
«Si, lo ammetto. Le persone fanno meno attenzione. Ci sono assembramenti. E la gente si sposta per viaggiare. L'epidemia non è presente solo negli Stati tabù. Ma anche in determinate regioni del nostro Paese, in Svizzera. È molto importante dove si va e cosa si va a fare. Eviterei i bar e le discoteche di Zurigo e di Friborgo, ad esempio. Gli eventi all'aperto, invece, sono meno rischiosi. Meglio se uno va in montagna a camminare... Al chiuso circola sempre la stessa aria. Io consiglio vivamente alla gente di fare le vacanze in Ticino. Personalmente ho trovato un bel rustico in Vallemaggia».


È stata imposta la mascherina sui mezzi pubblici. Possibile che si vada oltre?
«La politica lo sta valutando seriamente. Un secondo lockdown è davvero da evitare. Quindi la speranza è che si arrivi all'obbligo della mascherina negli esercizi pubblici, nei negozi, negli uffici, e in generale negli spazi chiusi. È il momento di insistere».  


Anche perché dopo l'estate, arriva l'autunno...
«L'autunno mi fa paura. Perché si torna tutti al chiuso e ci si ammala più facilmente in generale. Dovremo gestire le influenze normali, le sindromi influenzali e il Covid. Non sarà semplice». 

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-08-08 20:09:12 | 91.208.130.86