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«Stop all’app Covid: no allo spionaggio di massa»

I Giovani Udc chiedono una moratoria per l’applicazione che traccerà gli spostamenti
Keystone
«Stop all’app Covid: no allo spionaggio di massa»
I Giovani Udc chiedono una moratoria per l’applicazione che traccerà gli spostamenti
«L'app solleva interrogativi - affermano - e mette la nostra società in grande pericolo. Va evitato un secondo scandalo delle schedature. E serve equilibrio tra salute e privacy»
BELLINZONA - Introdurre una moratoria provvisoria per l’App che traccerà i movimenti. La richiesta al Consiglio di Stato arriva dai giovani Udc che sollevano «seri dubbi sull'uso e sulla protezione dei dati raccolti». L&rsquo...

BELLINZONA - Introdurre una moratoria provvisoria per l’App che traccerà i movimenti. La richiesta al Consiglio di Stato arriva dai giovani Udc che sollevano «seri dubbi sull'uso e sulla protezione dei dati raccolti». L’applicazione, ricordano, sarà in grado tracciare la posizione dei nostri spostamenti, e di avvertirci tramite notifica qualora fossimo entrati in contatto con una persona che ha poi manifestato i sintomi del Covid-19.

Ma i giovani democentristi si oppongono a quello che definiscono uno «spionaggio di massa» e citano il parere dell’epidemiologo Marcel Salathé, sostenitore dell’app ma poi uscito dal progetto, «denunciandone a gran voce la mancanza di trasparenza, mentre molti esperti del settore si sono detti preoccupati circa l’ottenimento e la gestione di dati personali, che potrebbero venir impiegati per altri motivi oltre a quello di combattere il coronavirus o addirittura essere rivenduti a terzi».

Alla luce di questi perplessità degli esperti, i Giovani Udc invitato il Governo a sospende l’introduzione dell’app e avviare un dialogo con il governo federale e il Politecnico di Zurigo per richiedere informazioni più dettagliate circa l’utilizzo dei dati e la protezione della privacy dei cittadini. L’ulteriore richiesta è di non partecipare in nessun modo allo sviluppo e diffusione dell’app, né a livello finanziario, né organizzativo (ad esempio tramite pubblicità sui canali ufficiali del Cantone).

«Dobbiamo trovare - sottolineano i Giovani Udc - il giusto equilibrio tra la tutela della salute e la protezione della nostra privacy. Un'applicazione che solleva più domande che risposte mette la nostra società in grande pericolo, dobbiamo evitare un secondo scandalo delle schedature».

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