Qualche cantiere è ripartito, ma solo in apparenza
TiPress - foto d'archivio
CANTONE
20.04.2020 - 15:490
Aggiornamento : 17:14

Qualche cantiere è ripartito, ma solo in apparenza

La misura transitoria prevede attività all'aperto svolte al massimo da 10 persone nel rispetto delle norme.

Il direttore della SSIC: «Quella dell'edilizia è una filiera complicata, non si riparte da dove si è lasciato un mese fa».

BELLINZONA - Sono settimane che non piove, ma questa mattina la parziale ripartenza di alcune attività è iniziata proprio con la pioggia. Un "bentornato" bagnato soprattutto per l'edilizia, anche se i cantieri aperti quest'oggi sono stati davvero pochi. La conferma arriva da Nicola Bagnovini, direttore della sezione ticinese della società svizzera impresari costruttori (SSIC). «La giornata odierna era stata pianificata per iniziare a programmare la ripartenza - spiega -. Non si può ripartire dove si è lasciato quattro settimane fa. Si ricomincia con i tecnici, si riaggiusta il tiro laddove necessario. Quella dell'edilizia è una filiera complicata».

Dopo un mese di inattività, bisogna pensare anche all'approvvigionamento di materiale, una questione che può risultare problematica. Così come bisogna affrontare subito l'istruzione degli operai sul nuovo comportamento da adottare sul lavoro, con le accresciute norme igieniche e di distanziamento sociale. «È importante - continua Bagnovini - che i datori di lavoro possano star tranquilli sapendo che gli operai rispettano le regole, anche se non c’è nessuno che li controlla. Il comportamento corretto deve essere garantito nell’intero arco della giornata, comprese le pause». 

Serve responsabilità individuale pertanto, per facilitare il lavoro e non dimenticare la lunga strada percorsa finora. «Se ognuno nel suo piccolo fa la sua parte, diventa tutto più semplice. Se serve, anche magari richiamando un collega che non sta rispettando le distanze», aggiunge il direttore della SSIC. Che assicura che i pochissimi ripartiti in qualche modo questa mattina, a regime ridottissimo, lo hanno fatto «nel rispetto delle norme».

Poche imprese che si sono principalmente affidate alla manodopera residente. «Alle dogane i controlli vengono mantenuti, tante sono ancora chiuse - conclude Bagnovini -. Ci aspettiamo, nelle prossime settimane, anche una riapertura dei valichi secondari per facilitare il lavoro agli operai frontalieri».

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